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Gestione doc per i beni confiscati

del 18/05/2012
di: di Gabriele Ventura
Gestione doc per i beni confiscati
Un elenco di commercialisti per la gestione dei beni confiscati alle mafie. Lo prevede un protocollo d'intesa siglato ieri dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. In pratica, i professionisti in possesso di determinati requisiti potranno iscriversi a un apposito web form pubblicato sul sito del Cndcec (www.commercialisti.it/Portal/AnagraficheCM/Incarichi/Login.aspx). Ed entro il 20 giugno i nominativi saranno resi noti all'Agenzia. Da gestire, un patrimonio composto da oltre 1.500 imprese (secondo i dati dell'Agenzia del demanio al 1° aprile scorso). Dall'elenco, però, al momento risultano esclusi i commercialisti più giovani, dato che è stata messa come requisito un'anzianità di almeno cinque anni di iscrizione nella sezione A dell'albo. Disposizione, però, che potrebbe essere modificata nel prossimo futuro, dato che l'intenzione del Cndcec è di eliminare le barriere d'accesso per i giovani. Per il resto, secondo il protocollo, i professionisti, tra l'altro, non devono aver subito procedimenti disciplinari dall'Ordine, essere sottoposti a procedimenti penali, aver subito condanne penali, non devono avere alcun rapporto di parentela, affinità, convivenza, con soggetti sottoposti a misure di prevenzione, non si trovano in situazioni di incompatibilità con l'incarico, non svolgono attività di consulenza in favore di soggetti sottoposti a misure di prevenzione, sono iscritti all'albo dei Ctu del tribunale del circondario di appartenenza e sono in grado di dimostrare lo svolgimento dell'attività di amministratore giudiziario anche in collaborazione con altri professionisti. Quanto all'attività di revisione, il protocollo prevede che il professionista iscritto nell'elenco potrà svolgere l'attività di revisione dei bilanci delle aziende sequestrate e confiscate, secondo i criteri e i principi direttivi contenuti nelle linee guida emanate dall'Agenzia di concerto con il Cndcec, i cui relativi costi saranno imputati alla rispettiva società revisionata. Inoltre, i professionisti potranno svolgere l'incarico di coadiutore di beni confiscati alla criminalità organizzata, nonché l'attività di valutazione, di liquidazione d'aziende confiscate e di delegati alla vendita di beni mobili. «L'impegno dei commercialisti italiani sul fronte dell'amministrazione dei beni confiscati alle mafie», commenta il presidente del Cndcec, Claudio Siciliotti, «compie un salto di qualità estremamente significativo. Il nostro consiglio nazionale si impegnerà ora per un rapido superamento dei vincoli di anzianità al momento previsti per l'iscrizione all'elenco, accettati per rendere immediatamente operativa una così importante iniziativa». «Il protocollo d'intesa», dichiara invece il direttore dell'Anbsc, Giuseppe Caruso, «costituisce un'ulteriore, grande opportunità da parte dell'Anbsc nella lotta alla criminalità organizzata».

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