Pur in un frangente così difficile, la Confsal (che è presente nel comparto agenziale con la federazione Confsal-Salfi) riafferma la necessità che in Italia si prosegua a contrastare il fenomeno evasivo, pena il fatto che nessuna politica di crescita economica possa mai essere attuata. Nondimeno, la confederazione autonoma ritiene che i segnali di malessere sociale, che nelle ultime settimane hanno accompagnato la nuova strategia di lotta all'evasione, impongano attente riflessioni e urgenti interventi normativi che consentano, in questa fase recessiva, la coniugazione di due fondamentali obiettivi: la prosecuzione della lotta all'evasione e il rispetto delle difficoltà economiche in cui versano migliaia di famiglie e imprenditori, che vivono le richieste di versamenti di imposte e sanzioni come un colpo impossibile da sostenere e superare.
La necessità del rigore fiscale va conciliata con l'equità del prelievo, evitando di trasformare la macchina fiscale in uno strumento percepito come vessatorio. Vanno, quindi, rese meno stringenti le regole per la riscossione, per evitare la conseguente e necessaria applicazione della normativa vigente da parte dei funzionari del fisco.
Parlamento e governo non debbono lasciare soli i funzionari dello stato, né tanto meno i numerosi cittadini, imprenditori e non, che, a causa della grave crisi finanziaria e delle restrizioni bancarie, non riescono ad adempiere ai propri doveri fiscali – a dire il vero, non poco peso hanno le stringenti norme in tema di riscossione coattiva da ruolo, che vanno assolutamente riviste.
In linea generale, e per quanto attiene al rapporto tributario, va ricostruito il nesso di fiducia fra amministrazione finanziaria e contribuenti, spostando l'enfasi dalla logica sanzionatoria a quella deflattrice e deterrente e dalla eccessiva tassazione dei redditi da lavoro e da pensione a quelli da speculazione.
