Consulenza o Preventivo Gratuito

Praticante. E basta

del 16/05/2012
di: di Debora Alberici
Praticante. E basta
Tutela a 360° per i consulenti del lavoro. Neppure il praticante può, senza la firma del professionista abilitato, fare le buste paga e curare gli aspetti di natura previdenziale e fiscale di un'azienda. Altrimenti commette un reato, esercizio abusivo della professione. La stretta arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 18488 del 15/5/2012, ha confermato la condanna a carico di un praticante che aveva svolto la consulenza senza la firma del professionista abilitato. Lui si era difeso sostenendo di essere un praticante e di svolgere l'attività sotto la guida di un consulente già iscritto. Ma la circostanza non aveva trovato una rispondenza al vero dal momento che il praticante aveva fatturato in proprio la consulenza prestata. Premesso che – ha motivato la sesta sezione penale – l'art. 1 legge n. 12/1979 riserva agli iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro tutti gli adempimenti in materia di lavoro previdenza e assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non siano curati dal datore di lavoro, in sede di merito è stato accertato in punto di fatto che l'uomo curava personalmente e in autonomia, per alcune ditte, di cui aveva i libri paga e i registri e che avevano rapporti, anche economici, soltanto con lui, la gestione dei rapporti di lavoro dipendente, l'elaborazione delle buste-paga e i connessi adempimenti previdenziali e fiscali, svolgendo con ciò compiti che in nessun modo potrebbero essere qualificati di natura meramente esecutiva in quanto, «come fondatamente osserva la sentenza impugnata, richiedenti una attività di individuazione, interpretazione e applicazione di una normativa complessa e di difficoltoso coordinamento». Non solo. A questo punto la Suprema corte fa un'altra importante precisazione: «Anche i compiti di natura meramente esecutiva si debbono svolgere sotto il controllo e sotto la responsabilità del consulente del lavoro che può avvalersi allo scopo di propri dipendenti (artt. 2 e 3, legge n. 12/1979) e non è questo il caso del praticante».
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