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Malattia, no alle visite telefoniche

del 16/05/2012
di: Matteo Rigamonti
Malattia, no alle visite telefoniche
No alle visite per telefono. La proroga di un periodo di malattia con certificato senza effettuazione di una visita è reato. E vanno incontro a una condanna penale sia il medico sia il paziente. Lo ha stabilito la Quinta sezione penale della Cassazione che, con sentenza n. 18687 depositata ieri, ha confermato una sentenza della Corte d'appello di Milano.

Il medico è stato ritenuto responsabile di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale (art. 480 del codice penale), mentre la paziente è stata condannata per aver fatto uso del certificato medico «pur conoscendone la falsità» (art. 489 c.p.). Entrambi si erano difesi sostenendo che la donna era stata visitata quattro giorni prima, e aveva poi comunicato per telefono al dottore i sintomi della sua malattia che persistevano. «La falsa attestazione attribuita al medico», osservano i giudici, «non attiene tanto alle condizioni di salute della paziente, quanto piuttosto al fatto che egli ha emesso il certificato senza effettuare una previa visita e senza alcuna verifica oggettiva delle sue condizioni di salute».

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