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La riforma dell'Isee scalda i motori Nell'indice tutti i redditi della famiglia

del 16/05/2012
di: La Redazione
La riforma dell'Isee scalda i motori Nell'indice tutti i redditi della famiglia
Un «contenitore» in cui confluiranno tutti i redditi della famiglia (sia quelli esenti, sia quelli assoggettati ad imposta a titolo definitivo), valutati in base ad una media di almeno 5 anni, con un'attenta stima patrimoniale. E non ci sarà una franchigia per la casa in cui si abita, anche se unico bene di proprietà. Scalda i motori la riforma dell'Isee (l'Indicatore della situazione economica equivalente, che permette ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, a prestazioni e servizi di pubblica utilità), dopo il primo incontro, due giorni fa al ministero del welfare, fra il sottosegretario Maria Cecilia Guerra ed i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai vertici delle rispettive sigle sindacali dei pensionati; la revisione avverrà nel solco di quanto tracciato dalla delega nel decreto «Salva-Italia» (n. 201/2011). Le parti sociali si preparano al vertice della prossima settimana con proposte che, riferisce a ItaliaOggi Pietro Cerrito, segretario confederale della Cisl, «scaturiranno dall'esame delle simulazioni che stiamo realizzando: vogliamo osservare, con una serie di varianti, come ne escono le famiglie», anche perché, in merito alla consistenza patrimoniale, «il governo ha indicato una franchigia di 15 mila euro, ma secondo noi è opportuno fare delle differenziazioni per chi ha solo una casa, e chi ha più proprietà. L'abitazione in cui si vive deve avere un'esenzione significativa, considerato anche il peso fiscale dell'Imu». Importante, poi, comprendere nel conteggio «tutti i beni intestati ai componenti del nucleo. Ancora poco chiara», prosegue, «è la soglia al di sotto della quale non si pagherà nulla, e al di sopra della quale, invece, lo si farà: è un elemento determinante, perché così si selezionano prestazioni e famiglie. La Cisl chiederà che il limite sia congruo, poiché attualmente c'è un doppio danno, ossia l'aumento dell'inflazione e l'incertezza che attanaglia le persone. Avviare una penalizzazione, inserendo meccanismi di partecipazione alla spesa per i redditi medio-bassi significa contribuire ulteriormente all'impoverimento», osserva il sindacalista.

Nella delega, poi, ricorda Cerrito, c'è la questione dei controlli su chi ha diritto, o meno ad ottenere facilitazioni (nelle rette delle mense scolastiche e degli asili nido, nell'esenzione da pagamenti dei servizi di trasporto pubblico, etc): «Il governo ci ha fatto sapere che si va verso un rafforzamento delle verifiche, però si riserva di intervenire con un successivo provvedimento legislativo», probabilmente perché serviranno nuovi strumenti e altre risorse. L'impianto, inoltre, stabilisce che l'Isee diventi «un livello essenziale di prestazioni», quindi «elemento unitario per il paese, poiché non sarà più possibile per ogni amministrazione locale spostare a suo piacimento i coefficienti, inserendo ad esempio i figli a carico, o non assimilando i redditi da pensione. Tutto ciò renderà l'indicatore più veritiero, cioè realmente corrispondente alla condizione della famiglia italiana», conclude l'esponente della Cisl.

Simona D'Alessio

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