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Un piano per l'occupazione

del 11/05/2012
di: La Redazione
Un piano per l'occupazione
Un serio e avvertibile abbattimento dei costi del lavoro che nasca dalle risorse della lotta contro l'evasione fiscale; sostegno allo sviluppo di nuove imprese e iniziative di difesa delle aziende in crisi a causa dei mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Questa, in estrema sintesi, è l'unica «ricetta» che secondo l'Associazione nazionale consulenti del lavoro, il sindacato unitario di categoria, favorirebbe l'occupazione, soprattutto giovanile. Ricetta che può ancora trovare spazio nella riforma in discussione.

I dati, allarmanti, sono noti: nel primo trimestre 2012 sono fallite 33 aziende al giorno (fonte: Osservatorio Cerved), la disoccupazione a livello nazionale è al 9.8%, quella dei giovani fra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il picco del 35,9% (fonte: Istat). «L'urgenza di interventi concreti a sostegno dell'occupazione e dell'occupazione ulteriore, è indifferibile», afferma Francesco Longobardi, presidente nazionale di Ancl-Su.

«La disoccupazione ha già realizzato generazioni di giovani e di donne che peseranno non poco sul complessivo sistema del welfare a causa della ridotta se non scarsa partecipazione contributiva al sistema previdenziale».

Ed è proprio in termini concreti che l'Ancl, che rappresenta una categoria di professionisti quotidianamente al fianco degli imprenditori e che quindi ben conosce le dinamiche aziendali, interviene in questo quadro.

«Ogni impresa ha interesse a crescere», spiega Longobardi. «Ma oggi gli altissimi oneri del lavoro soffocano in origine qualsiasi iniziativa di sviluppo, che passerebbe anche attraverso investimenti su nuova forza lavoro». Invece, è apparso ad Ancl che il dibattito sull'articolo 18, che interessa solo poco più di un terzo dei lavoratori attivi, abbia distolto l'attenzione dai veri problemi.

Ecco quindi nel dettaglio la ricetta di Ancl:

1) Abbattimento del costo del lavoro:

Un dipendente riceve in busta paga la metà di quanto l'imprenditore esborsa, oltre il 61% va a Inps e Inail, poi un'ulteriore quota del 25% da destinare al fisco.

Nell'immediato, per Ancl sarebbe opportuno destinare sia una quota di ammortizzatori sociali, sia una quota delle risorse recuperate dalla lotta all'evasione fiscale alla drastica riduzione del costo del lavoro.

2) Investimenti:

Consentire, in via straordinaria, alle imprese di ammortizzare in tre anni gli investimenti aggiuntivi in macchinari e attrezzature. Gli investimenti ammortizzabili dovranno essere superiori alla media di quelli effettuati nell'ultimo triennio.

3) Sostegno alle nuove imprese:

Rinvio per i primi due anni di attività del versamento degli acconti Iva e Irap alla fine dell'esercizio fiscale per sostenere la creazione di imprese, non solo ad alta tecnologia ma anche di giovani, donne e immigrati.

4) Crediti nei confronti della pubblica amministrazione:

Serve una disciplina speciale che consenta la gestione delle crisi finanziarie prodotte dai mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, evitando che l'imprenditore perda il controllo dell'azienda e incorra nelle conseguenze civili e penali di un fallimento.

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