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Giudici tributari in fibrillazione

del 11/05/2012
di: Valerio Stroppa e Gianni Macheda
Giudici tributari in fibrillazione
È polemica nel mondo della giustizia tributaria dopo la sentenza del Tar Lazio sul concorso da 960 posti previsto dal dl n. 98/2011 (si veda ItaliaOggi di ieri) e riservato ai magistrati togati. Nel mirino Salvatore Mezzacapo, componente del collegio del Tar che ha emesso la sentenza n. 4069/2012 ma nello stesso tempo inserito nella lista dei 938 vincitori (presso la Ctr Lazio) del concorso da giudice tributario sul quale si è pronunciata la 2ª sezione del tribunale amministrativo della capitale. Insomma, secondo parte della base dei giudici tributari, apparirebbe quanto meno singolare che un magistrato giudichi in merito a una vicenda nella quale è direttamente parte in causa. In particolare, l'articolo 17 del dlgs n. 104/2010 stabilisce che al giudice amministrativo si applicano le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile. Il quale, all'articolo 51, dispone l'obbligo di astenersi per il giudice che «ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto». Mezzacapo, che è consigliere al Tar Lazio, secondo le informazioni riportate sul sito del ministero della salute, risulta anche componente della Corte di giustizia federale della Figc e presidente dell'organismo indipendente di valutazione del dicastero. Per quanto riguarda il merito della sentenza, tuttavia, come anticipato da ItaliaOggi di ieri non dovrebbero esserci conseguenze pratiche sul concorso in fase di perfezionamento. Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, infatti, ha pubblicato tutte le graduatorie relative alle 64 Ctp e Ctr interessate dalla selezione ed è già partita la fase di notifica dei risultati ai 938 magistrati vincitori. Ciascuno dovrà quindi comunicare la propria accettazione. Viceversa, in caso di rinuncia, si procederà a scorrimento degli elenchi approvati e disponibili sul sito istituzionale www.giustizia-tributaria.it. Non dovrebbe cambiare nulla, insomma, e le graduatorie restano valide. È tuttavia verosimile che il Cpgt, nella prima seduta utile (in programma martedì), analizzi in dettaglio la pronuncia del Tar per effettuare le valutazioni del caso. Intanto, Magistratura indipendente (proponente del ricorso) evidenzia che «la dichiarazione di inammissibilità dell'azione di accertamento della qualità di giudice tributario ha natura formale e non preclude la sua riproposizione nel merito, poiché il collegio ha solo ritenuto che in materia di concorsi non si applica il principio generale del silenzio assenso». Insomma, non è detta l'ultima parola.

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