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Voucher omogenei

del 11/05/2012
di: di Roberto Rosati
Voucher omogenei
Stop al fai-da-te nel trattamento ai fini Iva dei buoni acquisto tra i vari paesi membri dell'Ue: il regime dei voucher sarà disciplinato da regole omogenee nell'area comunitaria, in modo da evitare distorsioni in un mercato che vale già oltre 52 miliardi di euro all'anno e suscita sempre maggiore interesse tra le imprese.

A tal fine, la Commissione europea ha presentato ieri, 10 maggio 2012, una proposta di direttiva che dovrebbe essere recepita il 1° gennaio 2015, che prevede la classificazione delle varie tipologie di buoni acquisto, armonizzandone il trattamento Iva, in particolare in relazione alla configurazione dell'operazione, alla base imponibile, all'esigibilità e al debitore dell'imposta, alla detrazione.

Le norme che la Commissione propone, come evidenzia un comunicato stampa di Bruxelles, muovono dalla definizione delle diverse categorie di buoni, delle quali precisano il relativo trattamento Iva, in modo da arrivare a un regime uniforme nei paesi Ue. Allo stato attuale, infatti, non esistono norme atte a regolare compiutamente il fenomeno, che ha avuto una notevole espansione dall'entrata in vigore dell'Iva, con la conseguenza che i vari stati hanno agito a ruota libera, non essendo sufficienti i contributi interpretativi della Corte di giustizia, che si è più volte occupata della materia, sotto diversi profili. L'effetto, naturalmente, è una situazione a macchia di leopardo, che rende problematici gli adempimenti delle imprese e difficoltosa la riscossione dell'imposta. Quando il voucher è emesso in uno stato membro e utilizzato in un altro, osserva ancora il comunicato, non è sempre chiaro in quale momento le operazioni a esso collegate debbano essere tassate, come accade nel caso delle prestazioni alberghiere promosse, attraverso la commercializzazione di buoni, dalle catene internazionali. Uno degli aspetti qualificanti della proposta consiste nell'ancorare il regime del voucher ai sottostanti beni e/o servizi veicolati, in modo da evitare differenze di trattamento in relazione alle diverse modalità di commercializzazione dell'operazione. Il momento della tassazione sarà quindi determinato dalla natura del buono e sarà chiarito se l'imposta debba essere applicata al momento della commercializzazione oppure a quello dell'utilizzazione del buono.

Sarà anche definita la linea di demarcazione tra i voucher e gli altri mezzi di pagamento. È infatti necessario distinguere, per esempio, fra i crediti prepagati per le telecomunicazioni, che sono voucher, e i servizi di pagamento mobile, che sono soggetti a un trattamento diverso, eliminando le ambiguità derivanti dall'evoluzione tecnologica nel settore dei pagamenti. La proposta di direttiva mira inoltre a regolare la distribuzione dei buoni all'interno delle catene di intermediari, specialmente nel caso in cui esse coinvolgano soggetti appartenenti a stati membri diversi. Il comunicato cita, per esempio, le carte telefoniche, che possono subire diversi passaggi nella catena di distribuzione prima di arrivare al consumatore finale, creando incertezze fra gli operatori in merito al regime applicabile.

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