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Rischio di condanna esteso per i finanziamenti illeciti

del 11/05/2012
di: La Redazione
Rischio di condanna esteso per i finanziamenti illeciti
In caso di finanziamenti illeciti anche la società rischia di essere condannata ai sensi della «231» a prescindere dal fatto che l'intero importo della somma indebitamente percepita sia stato sequestrato. La confisca non può essere disposta tout court su tutti i soldi erogati dallo Stato ma il giudice deve valutare se la società non avrebbe dovuto ottenere alcun finanziamento o solo una somma inferiore. Sono i principi affermati dalla Cassazione con la sentenza 17451 del 10/5/2012. Sul primo punto la Corte è stata chiara: la responsabilità ex dlgs 231/2001 si configura anche se l'utilità del finanziamento è andata interamente ai manager e soprattutto nel caso in cui si tratta di un'azienda a ristretta base societaria. Sul secondo aspetto la terza sezione penale ha segnato un punto in favore delle aziende sostenendo che la confisca non si può disporre sempre sull'intera somma finanziata. Il giudice deve accertare se l'impresa avrebbe comunque ottenuto una parte lecitamente. In sentenza si legge che «l'identificazione del profitto cui ancorare il giudizio circa l'entità del profitto e della confisca, diretta o per equivalente, muta a seconda che mediante la condotta fraudolenta sia stata prospettata all'ente erogante una realtà difforme dal vero che ha consentito il perfezionamento del contratto e le successive erogazioni, oppure sia stata prospettata una realtà che ha permesso alla società di ottenere in modo indebito erogazioni maggiori di quelle cui avrebbe avuto diritto». Dunque, la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Catanzaro è stata annullata solo sul punto della confisca. I giudici dovranno riconsiderare il caso alla luce del fatto che la società avrebbe potuto ottenere una parte del finanziamento e quindi ridurre la quota dei beni fermati dalle autorità.

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