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La Gdf punta le professioni

del 11/05/2012
di: Pagina a cura di Matteo Rigamonti
La Gdf punta le professioni
Il fisco punta sui professionisti. Oltre 2 mila i controlli della Guardia di finanza su avvocati, notai, medici commercialisti, architetti e ingegneri nei primi quattro mesi dell'anno. Per ora sono 735 le attività già concluse. Scoperti 190 mln di euro di compensi sottratti al fisco e Iva evasa per altri 32 mln.

Sotto la lente delle Fiamme gialle sono finite le posizioni dei professionisti ritenute «fiscalmente pericolose», si legge in un comunicato della Gdf di ieri, quelle cioè «più a rischio di evasione, individuate dopo l'analisi, l'approfondimento e l'incrocio di informazioni ricavate dall'azione di intelligence, dal controllo economico del territorio, dalle banche dati e dai lavori a progetto del Nucleo speciale entrate della Gdf». I risultati sono stati ottenuti tramite l'adozione di un metodo operativo «trasversale», che consiste nell'inquadramento di ogni fatto indagato sotto tutti i possibili profili di illegalità, amministrativa o penale. Tra i casi più eclatanti, ci sono quelli di un avvocato e un commercialista scoperti dai finanzieri di Brescia che hanno occultato al fisco compensi per oltre 1 mln di euro ciascuno. Mentre un avvocato della provincia di Chieti ha convinto i clienti a investire i propri risparmi in acquisti di immobili in aste giudiziali la cui successiva rivendita avrebbe dovuto fruttare guadagni dal 5 al 20%. I soldi però, in tutto, 7 milioni di euro, una volta intascati dall'avvocato finivano direttamente nei suoi conti bancari, o in quelli intestati al nipote, che per questo è accusato di riciclaggio. I finanzieri di Cremona, invece, durante un controllo, hanno trovato documenti compromettenti a un revisore contabile che, vistosi con le spalle al muro, ha cercato di riprenderseli, frugando direttamente nella valigetta dei finanzieri dove la contabilità «parallela» era stata riposta. L'uomo è stato denunciato per violazione della pubblica custodia di cose. Si appropriava, infine, delle somme che gli erano state affidate dagli inquilini, un disonesto amministratore di condominio individuato dalla Guardia di Finanza di Bologna: 276 mila euro in tutto, cui si aggiungono anche compensi non dichiarati per oltre 400 mila euro.

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