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Compenso minimo per i co.co.co.

del 10/05/2012
di: di Daniele Cirioli e Simona D'Alessio
Compenso minimo per i co.co.co.
Compenso minimo e ammortizzatori più pesanti per i co.co.pro. (con lo stanziamento di 200 milioni di euro aggiuntivi) e «perfezionamento» della norma sulle cosiddette false partite Iva. E poi, ancora, accorciamento del periodo di inibizione fra il vecchio ed il nuovo contratto a tempo determinato, che il governo l'ha portato a 60 e 90 giorni (dagli attuali 10 e 20), a seconda se il primo sia durato meno, o più di 6 mesi. Sono alcuni fra gli emendamenti dei relatori al disegno di legge di riforma del mercato del lavoro Maurizio Castro (Pdl) e Tiziano Treu (Pd), che verranno depositati oggi in XI commissione a palazzo Madama, e di cui ItaliaOggi è in grado di anticipare i contenuti; le modifiche al provvedimento, su cui si è focalizzata nelle ultime ore una intensa trattativa fra la maggioranza e il governo Monti, verranno votate a partire dal prossimo martedì, mentre dopodomani verrà fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti. E, mentre i partiti che sostengono l'esecutivo limano le proposte correttive, si sa che palazzo Chigi ha già in serbo alcuni ritocchi, che vanno dall'art. 18 dello statuto dei lavoratori (nel dettaglio, sui licenziamenti disciplinari, limitando i poteri decisionali dei giudici) alla cancellazione del riferimento alle norme di legge, fino all'eliminazione dello stop ai ticket per i disoccupati a basso reddito.

Diverse le novità (quasi una riforma della riforma), che spaziano dai contratti di lavoro agli ammortizzatori, passando per le deleghe di riforma. Relativamente alle prime (si veda tabella), sul contratto a termine le modifiche sono due: la prima estende a 12 mesi (dai 6 previsti) la durata del primo rapporto di lavoro, senza necessità del «causalone». La seconda è la previsione di una delega alla contrattazione collettiva che, oltre a poter prevedere l'esenzione di una causa per le assunzioni a termine nell'ambito di processi organizzativi e nel limite del 6% della forza lavoro, potrà ridurre i periodi di non attività tra un contratto a termine e il successivo che, in via ordinaria, sono già stati portati a 60 e 90 giorni.

Relativamente all'apprendistato, la novità è l'introduzione di una soglia di esenzione dai vincoli per le assunzioni di apprendisti, ossia quando la forza lavoro non raggiunga i 10 dipendenti. In tal caso, non si applica il vincolo del rapporto 3 a 2 tra apprendisti e maestranze specializzate e qualificate in servizio, né il vincolo della trasformazione del 50% dei rapporti di apprendistato scaduti nei 36 mesi precedenti ai fini dell'assunzione di altri apprendisti.

Sul contratto di lavoro a chiamata le novità fanno ritornare possibile l'assunzione dei soggetti sopra i 50 anni o con meno di 24 anni (e fino a 25 anni) di età. Resta, invece, la nuova comunicazione di chiamata al lavoro ma con sanzione ridotta che, prevista in misura tra 1.000 e 6.000 euro, scende all'importo tra 400 e 2.400. Ancora vengono rimodulate le condizioni al ricorrere delle quali si presume, salvo prova contraria del committente, che la partita Iva sia «falsa» e, quindi, convertita in co.co.pro., nonché, qualora dovesse mancare un «progetto», in rapporto dipendente. Le tre condizioni diventano: durata della collaborazione di otto mesi nell'anno solare; corrispettivo pari a più dell'80% dei corrispettivi totali del collaboratore dello stesso anno solare; postazione di lavoro fissa presso una sede del committente.

Infine, è previsto un compenso minimo per le collaborazioni a progetto. La misura sarà stabilita con decreto ministeriale in considerazione dei compensi dei lavoratori autonomi e della media delle retribuzioni dei ccnl per i lavoratori subordinati con analoghe mansioni.

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