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Compensazioni cartelle-crediti in dirittura

del 10/05/2012
di: La Redazione
Compensazioni cartelle-crediti in dirittura
Lavori in corso sulla possibilità di compensare i debiti a ruolo con i crediti vantati verso la pubblica amministrazione. Lo schema di decreto attuativo delle disposizioni dell'art. 28-quater del dpr n. 602/73, aggiunte dal dl n. 78/2010, è infatti all'attenzione dell'Agenzia delle entrate. Lo ha dichiarato ieri il sottosegretario all'economia, Vieri Ceriani, rispondendo al question time di Maurizio Leo in commissione finanze della camera, che sollecitava al governo l'attuazione delle disposizioni che prevedono che, a partire dal 1° gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti degli enti locali e degli enti del Ssn per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. A tal fine, il creditore della p.a. deve acquisire la certificazione del proprio credito, prevista dall'art. 9, comma 3-bis, del dl n. 185/2008, finalizzata alla cessione (ora anche pro solvendo) dei crediti a banche e intermediari finanziari. Riguardo alla compensazione delle somme iscritte a ruolo, nonostante la decorrenza normativa dal 2011, la norma è finora rimasta al palo per la mancata emanazione delle modalità attuative, attraverso decreto ministeriale, come previsto dall'ultimo comma dell'art. 28-quater citato.

Rimborsi Iva. Nella stessa interrogazione si auspicava la semplificazione dell'accesso al rimborso Iva in tutti i casi di dichiarazione a credito e l'allineamento della durata della garanzia alla durata del periodo di accertamento. Vieri Ceriani ha risposto che l'accesso al rimborso al di là delle ipotesi previste dall'art. 30 del dpr 633/72 comporterebbe un aumento esponenziale degli aventi diritto e, di riflesso, dei controlli che dovrebbero effettuarsi per verificarne la legittimità. Riguardo alla durata della garanzia, il sottosegretario ha osservato che, già in base alla disciplina vigente, non può superare la scadenza dei termini per l'accertamento o, se minore, il termine di tre anni dall'esecuzione del rimborso. Ha aggiunto che il differimento della sospensione dei termini per l'accertamento mira ad evirare che l'atteggiamento dilatorio del contribuente possa portare alla decadenza dell'azione accertatrice.

Decadenza domanda di rimborso Irpef. In relazione alle maggiori somme trattenute a titolo di Irpef ai contribuenti titolari di trattamenti pensionistici complementari, il termine di 48 mesi previsto dall'art. 38-bis del dpr 602/73, entro il quale deve essere richiesto, a pena di decadenza, il rimborso di imposte indebitamente pagate, decorre dal termine di scadenza per il pagamento del saldo dell'Irpef relativa all'anno in cui è stata effettuata la trattenuta. Non è possibile fare decorrere il termine dalla data in cui l'amministrazione finanziaria, in via interpretativa, riconosce che la maggiore imposta non era dovuta. La Corte di cassazione, infatti, ha statuito che circolari e risoluzioni non sono idonee a costituire un diritto prima insussistente, essendo documenti atti a vincolare soltanto l'operato interno dell'ufficio. In questi termini, richiamando le precisazioni fornite dall'Agenzia delle entrate, Vieri Ceriani ha risposto, poi, al question time n. 5/06803 dell'on. Fluvi. Il governo, in sostanza, ribadisce la posizione assunta dall'Agenzia con la risoluzione n. 93/E e con la circolare n. 23/E del 2010, precisando che neppure il mutamento della giurisprudenza, le incertezze interpretative o anche l'esistenza di un vizio di incostituzionalità, non ancora rilevato, della disposizione di riferimento possono rappresentare fatti costitutivi dai quali far decorrere i termini per la presentazione dell'istanza di rimborso. Viene osservato che, in relazione all'analoga fattispecie dell'individuazione della decorrenza del termine biennale per la presentazione dell'istanza di rimborso ex art. 21, dlgs n. 546/92, con riguardo all'Iva, la Corte suprema ha, come si è detto, escluso che si possa attribuire valenza ai documenti interpretativi dell'amministrazione finanziaria.

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