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Un network per giovani ingegneri

del 09/05/2012
di: La Redazione
Un network per giovani ingegneri
Avvicinare i giovani ingegneri all'Ordine professionale, dando loro un sostegno concreto per affrontare la sfida del mondo del lavoro. Nasce con questi auspici il primo network italiano dei giovani ingegneri, promosso dal Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), che ha convogliato a Roma presso il Radisson Blu Hotel, nei giorni scorsi, centinaia di professionisti under 40 da ogni parte del Paese.

Da Siracusa a Trento, da Salerno a Cagliari l'onda lunga dei giovani ingegneri ha abbracciato l'Italia intera sino a fluire nella capitale dove i massimi vertici del Cni hanno accolto l'entusiasmo dei numerosi partecipanti con grande apertura ed attenzione. A partire dal presidente, Armando Zambrano «siamo in un momento particolarmente cruciale per la nostra categoria», ha ricordato, «chiamata a rinnovarsi in base al Dl 138/2011 entro il 13 agosto, peraltro, in una fase delicata anche per l'Italia. Per questo avvertiamo prioritario instaurare un rapporto costruttivo con le nuove generazioni di professionisti che vorremmo rendere ancor più consapevoli di appartenere ad una delle categorie di maggior prestigio sociale del Paese. Un orgoglio e anche una precisa responsabilità». Ma ad entrare nel dettaglio dell'iniziativa è stato Gianni Massa, vicepresidente del Cni, delegato alle politiche giovanili, progetto e innovazione, «vogliamo mettere in rete», ha sottolineato, «le esperienze più significative realizzate in Italia dai singoli Ordini professionali. Lo scopo è di condividerne i benefici e avviare, a partire da una più ampia partecipazione degli iscritti under 40, un nuovo approccio in grado di renderli parte attiva della vita ordinistica. Perché si sentano, da un lato, davvero integrati nella categoria e, dall'altro, liberi di dar voce alle loro perplessità, ai loro dubbi, ma soprattutto di essere propositivi con idee ed iniziative originali, dando, grazie all'apporto di tutti, piena espressione alla loro creatività, con entusiasmo e intuizione».

D'altronde, pur in uno scenario di forte crisi, la richiesta di ingegneri c'è, eccome. Anche se caratterizzata da sensibili variazioni in base alla zona geografica. Non mancano infatti indicatori preoccupanti, ad esempio quello relativo alla capacità di assorbimento di risorse professionalizzate da parte del sistema produttivo. Mentre nelle regioni del Nord Italia – stima il Centro Studi del Cni – si conferma un sostanziale equilibrio, nelle regioni del Centro e, soprattutto, del Sud la situazione è drammatica. Parliamo, in generale, di oltre 14 mila unità in più rispetto alle richieste del mercato. Il primo network italiano dei giovani ingegneri vuole allora rappresentare un contributo efficace proponendo strumenti innovativi come un portale specifico in cui confrontarsi attraverso le esperienze più rilevanti, oppure creando occasioni di confronto tra chi si è affacciato da poco sul mondo del lavoro e chi, invece, ha ormai una posizione consolidata, favorendo una nuova stagione di raffronto sereno e proficuo. Ma anche premiando i talenti di «casa nostra» grazie ad una serie di borse di studio inerenti tesi di laurea di particolare valenza per la salvaguardia del territorio.

«Abbiamo più che mai necessità», ha concluso Massa, «di avviare una collaborazione sinergica tra le generazioni di oggi e quelle del domani. Per essere, a pieno titolo, quelle scintille in grado di mettere a fuoco un futuro più solido e duraturo». Rampa di lancio il 57° Congresso nazionale di categoria previsto, a settembre, a Rimini. I giovani dunque sempre più protagonisti. L'impegno lanciato dal Cni, insieme all'Ordine di Rimini, è di sostenere dal punto di vista economico la partecipazione di almeno un rappresentante giovane per ogni ordine provinciale. E non solo per renderli partecipi della vita ordinistica, ma soprattutto per dare loro un segnale forte, di reale vicinanza. Una mano tesa verso il domani.

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