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La circolare non evita le sanzioni

del 09/05/2012
di: di Debora Alberici
La circolare non evita le sanzioni
La Cassazione frena sull'incertezza normativa oggettiva in materia fiscale. Sanzioni applicabili al contribuente anche se la circolare che chiarisce le norme fiscali che sono apparse al contribuente poco chiare è intervenuta dopo.

La sentenza 6259 del 20 aprile 2012 accoglie il ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria contro un contribuente che si era avvalso del regime di margine Iva nell'acquisto di auto usate.

Ciò perché l'incertezza normativa oggettiva, che costituisce causa di esenzione del contribuente dalla responsabilità amministrativa tributaria, postula una condizione d'inevitabile incertezza sul contenuto, sull'oggetto e sui destinatari della norma tributaria, ovverosia l'insicurezza ed equivocità del risultato conseguito attraverso il procedimento d'interpretazione normativa e deve ritenersi sussistente quando la disciplina normativa, della cui applicazione si tratta, si articoli in una pluralità di prescrizioni, il cui coordinamento appaia concettualmente difficoltoso per l'equivocità del loro contenuto, derivante da elementi positivi di confusione, gravando sul contribuente l'onere di allegare la ricorrenza di siffatti elementi di confusione. Peraltro, l'insicurezza ed equivocità del risultato conseguito attraverso il procedimento d'interpretazione normativa, devono essere riferibili non già ad un generico contribuente, o a quei contribuenti che per la loro perizia professionale siano capaci d'interpretazione normativa qualificata (studiosi, professionisti legali, operatori giuridici di elevato livello professionale), e tanto meno all'Ufficio finanziario, ma al giudice, unico soggetto dell'ordinamento cui è attribuito il potere-dovere di accertare la ragionevolezza di una determinata interpretazione.

All'inizio di aprile la Corte ha depositato la sentenza 5324 sancendo che l'incertezza normativa non sussiste per il repentino succedersi di decreti fiscali. «Non v'è nulla di particolare», ha spiegato la sezione tributaria, «se non una normale successione di leggi, non infrequente nella decretazione d'urgenza e nella legislazione fiscale».

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