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Il fisco chiama gli ex soci

del 09/05/2012
di: di Andrea Bongi
Il fisco chiama gli ex soci
Per i debiti tributari delle società estinte il fisco può chiamare alla cassa, in determinate condizioni, i soci, i liquidatori o gli ex amministratori. Per il recupero del debito tributario l'amministrazione finanziaria può dunque rivolgersi ad una pluralità di soggetti.

A far luce sulla delicatissima materia è lo studio n. 226-2011/T del Consiglio nazionale del notariato.

La questione inerente alla responsabilità per i debiti fiscali delle società estinte è di grande attualità in considerazione delle nuove posizioni assunte dalla giurisprudenza di legittimità in ordine agli effetti, estintivi, della cancellazione della società dal registro delle imprese. Il riferimento è in particolare alla sentenza n. 4062 del 22/2/2010 delle sezioni unite civili della Cassazione secondo le quali, per effetto della riforma del diritto societario disposta dal dlgs n. 6/2003, le società si estinguono definitivamente dal momento della loro cancellazione dal registro delle imprese con la perdita di ogni legittimazione sostanziale e processuale.

Alla luce di tali considerazioni la norma tributaria alla quale far riferimento per risolvere le problematiche inerenti le responsabilità per i debiti fiscali delle società estinte è l'articolo 36 del dpr 602/73. È proprio questa disposizione che individua le tre categorie di soggetti sopra citate come «potenzialmente» responsabili per i debiti non assolti da parte delle società.

Lo studio del notariato precisa come la norma citata esplichi unicamente riferimento alle imposte dirette non versate dalla società estinta, in particolare l'Ires, mentre per gli altri tributi quali l'Iva, l'Irap, l'imposta di registro ecc., la responsabilità non possa che essere ricavata dalle disposizioni comuni agli altri debitori contenute nell'articolo 2495 del codice civile.

Ciò premesso vediamo ora come viene a delinearsi la responsabilità per i debiti Ires delle società di capitali estinte a carico delle tre categorie di soggetti contemplate dall'articolo 36 del dpr 602/73.

Liquidatori. Perché il fisco possa invocare la responsabilità dei liquidatori per le imposte non pagate dalla società, è necessario che questi ultimi non abbiano adempiuto all'obbligo di pagare con le attività della liquidazione le imposte dovute dalla società, soddisfacendo invece crediti di rango inferiore o assegnando beni ai soci.

Soci. I soci sono responsabili per le imposte sui redditi non pagate dalla società solo se hanno ricevuto, negli ultimi due periodi d'imposta precedenti alla messa in liquidazione, denaro e altri beni sociali o se hanno avuto assegnazioni da parte dei liquidatori.

La responsabilità dei soci sarà comunque sempre limitata al valore di tali attività ricevute.

Amministratori. Il quarto comma dell'articolo 36 del dpr 602/73 estende le responsabilità previste per i liquidatori ed i soci, anche agli amministratori in carica all'atto dello scioglimento della società ed a quelli che hanno compiuto operazioni di liquidazione o occultato attività sociali nel corso degli ultimi due periodi d'imposta precedenti alla messa in liquidazione della società.

Se questi sono i profili di responsabilità in materia di imposte dirette lo studio del notariato si conclude esaminando le possibilità a disposizione del fisco per il recupero degli altri debiti tributari iscritti nei ruoli prima o dopo l'estinzione della società.

Il fisco, si legge nello studio in commento, come ogni altro debitore insoddisfatto, potrebbe avvalersi della regola generale che prevede la responsabilità individuale dei singoli soci solo se e nei limiti di quanto ad essi è stato assegnato sulla base del bilancio finale di liquidazione, mentre per quanto riguarda i liquidatori, la loro chiamata in causa sarà condizionata alla previa dimostrazione che il mancato pagamento del debito tributario è dovuto a loro colpa.

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