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Separazioni, risarciti i danni

del 09/05/2012
di: Donatella C. Marino
Separazioni, risarciti i danni
La giurisprudenza italiana riconosce il risarcimento del danno causato dal coniuge, anche se «solo» esistenziale e indipendentemente dall'addebito della separazione. Questo il fulcro del convegno organizzato dall'Aiaf lo scorso 6 maggio, dal titolo «L'addebito della separazione e il risarcimento del danno. Gli ultimi orientamenti della giurisprudenza». Con una rassegna giurisprudenziale Paolo Cendon, titolare della cattedra di diritto civile a Trieste, ha chiarito questa innovativa impostazione giuridica delle nostre corti: le norme sulla responsabilità civile non hanno motivo di non essere applicate anche nel diritto di famiglia. La violazione dei doveri che derivano ai coniugi dal matrimonio non ha come unica sanzione l'addebito della separazione, tipico rimedio del diritto di famiglia: se la violazione causa la lesione di un diritto costituzionalmente protetto può integrare gli estremi dell'illecito civile e dare luogo al risarcimento dei danni anche non patrimoniali ai sensi dell'art. 2059 c.c. a prescindere dall'eventuale mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione. E, in questo caso, è il diritto di autodeterminazione, costituzionalmente tutelato dall'articolo 2 della Costituzione, a essere violato.

Parliamo di qualche decina di migliaia di euro, mediamente. Ma non sempre: si è animata infatti l'audience degli avvocati presenti al convegno nel sentire la recentissima decisione di un tribunale laziale. Questa, semplificando, la vicenda: il marito tace alla moglie la propria «impotenza generandi» (in realtà, trattavasi di diagnosi di «oligoastenospermia grave») inducendola colposamente a porre in essere scelte di vita inutilmente mirate alla costruzione di una famiglia con figli, cambiando città e percorso lavorativo e sottoponendosi a varie tipologie di fecondazione artificiale in Italia e all'estero. Nello scoprire non solo che non avrebbe mai potuto avere figli ma anche e soprattutto che il marito sapeva di questa sua diagnosi già prima del matrimonio, la moglie chiede al Tribunale il risarcimento del danno esistenziale così causatole. Il Tribunale condanna il marito a risarcirle circa euro 150 mila oltre agli interessi legali. Ben diversa quindi la portata di questo rimedio risarcitorio a carico del coniuge responsabile rispetto alla più conosciuta separazione con addebito, che produce ben pochi effetti: perdita del diritto al mantenimento, perdita dei diritti successori e condanna alle spese legali.

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