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Fuori ruolo con il timer

del 09/05/2012
di: di Simona D'Alessio
Fuori ruolo con il timer
Collocamento «fuori ruolo» per non più di 5 anni consecutivi, e per un massimo di 10 nell'arco dell'intera carriera professionale, per magistrati (ordinari, amministrativi e contabili), avvocati e procuratori dello stato, affinché possano assumere incarichi in altre amministrazioni pubbliche (ministeri, enti locali, authority, etc). È quanto prevede l'emendamento di Roberto Giachetti (Pd) al disegno di legge anti-corruzione (AC 4434), che è stato approvato ieri dalle Commissioni affari costituzionali e giustizia della Camera, nonostante il parere contrario del governo.

Il testo, oltre a stabilire dei limiti temporali al «congelamento» dell'attività di giudice, avvocato e procuratore dello stato per svolgere altri incarichi, impone che il funzionario possa mantenere «esclusivamente il trattamento economico fondamentale dell'amministrazione di appartenenza», quindi che debba contare soltanto sul proprio stipendio, non sui proventi di consulenze esterne. La disposizione, inoltre, si applicherà anche agli incarichi «già in corso».

A favore della proposta si sono espressi gli esponenti di tutti i partiti nei due organismi parlamentari, eccezion fatta per il Pd che, sebbene l'iniziativa arrivasse da un suo stesso deputato, si è astenuto. Serve «un intervento sistematico», ha dichiarato la capogruppo del centrosinistra in II commissione Donatella Ferranti, perché l'emendamento non risolve il problema dello svolgimento di incarichi «extra» da parte del magistrato in contemporanea all'esercizio della giurisdizione, come quello, ad esempio, di chi, capo di un ufficio legislativo, continua ad esercitare le funzioni di magistrato in un Tar. E, perciò, Pd, Pdl e Udc si sono subito messi al lavoro per «ammorbidire la norma», sulla scia di quanto affermato nelle stesse ore dal Guardasigilli Paola Severino, che ha auspicato «un ripensamento, perché si crei una situazione meno drastica», negando un intervento governativo sulla materia. Il tema dei magistrati «fuori ruolo», probabilmente, sarà dibattuto anche oggi pomeriggio dal ministro che parteciperà al plenum del Consiglio superiore della magistratura, affrontando i problemi relativi al funzionamento della giustizia.

Intanto il ddl, già varato al senato, sembra aver ingranato la marcia: sempre ieri la relatrice Angela Napoli (Fli) ha dato il suo disco verde alla previsione di accorpare i reati di corruzione e concussione, nonché all'interdizione perpetua dalla pubblica amministrazione per i condannati, alla confisca dei beni, all'aumento delle pene nel minimo, piuttosto che nel massimo, e all'introduzione della norma sull'auto-riciclaggio. Un netto «no», invece, a tutte le proposte per ridurre le pene e all'abolizione della corruzione per induzione. Per la presidente della commissione giustizia, la finiana Giulia Bongiorno, saranno rispettati i tempi, e «non ci saranno differimenti, dilatazioni temporali, o rinvii». Domani, giovedì 10, è prevista la votazione di tutti gli articoli, mentre l'approdo nell'aula di Montecitorio avverrà il 28 maggio.

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