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Contributi, paga solo il lavoratore

del 08/05/2012
di: di Daniele Cirioli
Contributi, paga solo il lavoratore
Lo studio associato può applicare la rivalsa del 4% per il contributo dovuto da un suo professionista iscritto alla gestione separata Inps. Tuttavia, l'unico obbligato al versamento dei contributi rimane il singolo lavoratore autonomo, per l'aliquota complessiva, a prescindere dal fatto che lo studio abbia o meno addebitato la rivalsa al cliente in fattura. Lo precisa l'Inps nel messaggio n. 7751 di ieri con cui fornisce chiarimenti sull'applicazione dei contributi alla gestione separata di professionisti senza cassa. L'Inps precisa, inoltre, che, a differenza della contribuzione che va versata fino al massimale annuale (euro 96.149 per il 2012), la rivalsa può essere applicata senza limite, rimanendo di fatto un elemento aggiuntivo di reddito.

L'Inps precisa innanzitutto che i soggetti esercenti per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, anche se in forma associata di arti e professioni (diversa da quella che dà origine a reddito di impresa), sono obbligati al versamento del contributo dovuto alla gestione separata commisurato ai redditi netti risultanti dalla dichiarazione annuale ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dagli accertamenti definitivi. E spiega che tali soggetti hanno titolo ad addebitare ai committenti, in via definitiva, una «rivalsa» del 4% dei compensi lordi. Si tratta, spiega l'Inps, di un titolo e non obbligo di addebito; pertanto il professionista, anche se componente di studio associato, ha diritto ad applicare la rivalsa, ma resta contemporaneamente unico soggetto tenuto al pagamento della sua contribuzione a prescindere dal fatto che il cliente paghi o meno la rivalsa. La rivalsa, quindi, costituisce oggetto di mero rapporto interno tra cliente e professionista, il quale resta l'unico soggetto obbligato al pagamento dei contributi nei confronti dell'Inps, anche se facente parte di studio associato.

L'Inps, inoltre, precisa che la rivalsa è calcolata sui compensi lordi e per la sua applicazione non è previsto un massimale, al contrario della contribuzione che è dovuta sul reddito netto di lavoro autonomo entro il massimale annuo (pari a euro 96.149 per l'anno 2012). Infine, l'Inps ricorda che ai fini fiscali la rivalsa addebitata in fattura e acquisita a titolo definitivo va assoggettata al prelievo alla fonte e concorre a formare la base imponibile ai fini Iva.

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