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Pensioni, obiettivo adeguatezza

del 05/05/2012
di: Ignazio Marino
Pensioni, obiettivo adeguatezza
Lavori in corso per migliorare l'adeguatezza delle future pensioni dei professionisti iscritti alle casse che applicano il poco generoso metodo di calcolo contributivo. Mentre gli enti dei periti industriali (Eppi) e dei biologi (Enpab) sono in attesa da diversi mesi del via libera da parte dei ministeri vigilanti alle loro riforme, gli enti dei dottori commercialisti (Cnpadc) e dei dottori agronomi e forestali, chimici, attuari e geologi (Epap) stanno studiando come sfruttare la legge Lo Presti 133/2011: aumento del contributo integrativo a carico del cliente fino al 5% e destinazione di una quota parte ai montanti individuali degli iscritti. Un passaggio comunque vincolato all'aumento dell'aliquota soggettiva. Parlando di welfare in un messaggio del 26 aprile indirizzato agli iscritti, il presidente dell'ente pluricategoriale (Epap) Arcangelo Pirrello ha annunciato le direttrici sulle quali sta lavorando l'ente: aumento dei contributi soggettivo (dal 10 al 15%) e integrativo (dal 2 al 4%). Dopo l'ok dei ministeri vigilanti ad una prima riforma (conferma sine die del contributo integrativo al 4% e introduzione del meccanismo premiante dell'aliquota di computo più alta rispetto a quella realmente versata), la Cassa dei dottori commercialisti si accinge ad allungare il passo sulla questione adeguatezza. Durante l'assemblea dei delegati del prossimo otto maggio, oltre alla delibera sul dimezzamento dell'aliquota soggettiva ai pensionati che decidono di continuare la professione, il presidente della Cnpadc Walter Anedda annuncia che si parlerà anche della possibilità offerta dalla Legge Lo Presti. «Anche se», precisa, «dovremmo attendere la prossima assemblea di giugno per poter deliberare».

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