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Congedi frazionati Week end salvo

del 05/05/2012
di: di Debora Alberici
Congedi frazionati Week end salvo
Massima tutela alle mamme lavoratrici. Infatti, quelle che usufruiscono del congedo parentale frazionato, rientrando a lavoro solo il venerdì hanno diritto al calcolo del periodo di maternità al netto di sabato e domenica. Lo ha sancito la Suprema Corte di cassazione con la sentenza n. 6742 del 5 maggio 2012. La sezione lavoro ha dato ragione a una lavoratrice che aveva optato, durante il periodo di maternità, per il congedo parentale frazionato. E cioè lei si asteneva dal lavoro dal lunedì al giovedì per poi rientrare il venerdì. La banca aveva fatto rientrare nel periodo di astensione anche tutti i sabato e le domenica, computando, ad avviso della lavoratrice due giorni in più a settimana. La tesi della donna è stata accolta dai giudici con l'Ermellino che in motivazione hanno spiegato che «il diritto al congedo parentale può essere esercitato dal genitore-lavoratore al fine di garantire con la propria presenza il soddisfacimento dei bisogni affettivi del bambino e della sua esigenza di un pieno inserimento nella famiglia. Poiché, ai sensi dell'art. 32, comma 1, del dlgs n. 151 del 2001 esso si configura come un diritto (potestativo) di astenersi da una prestazione lavorativa che sarebbe altrimenti dovuta, è evidente che esso non può riferirsi a giornate in cui tale prestazione non è comunque dovuta (tranne l'ipotesi,..., in cui la giornata festiva sia interamente compresa nel periodo di congedo parentale)». Peggio per la lavoratrice che sceglie di interrompere il congedo in un giorno della settimana diverso dal venerdì. In questo caso rientreranno nel computo anche il sabato e la domenica. Ma, secondo la Cassazione, non c'è nessuna disparità di trattamento. Sul punto in sentenza si legge che «se è vero, infatti, che la scelta del lavoratore di fruire del congedo parentale frazionato in modo da rientrare (quale unico giorno lavorato settimanale) in un giorno diverso dal venerdì ovvero in un giorno comunque non seguito da una festività, comporta un trattamento sicuramente peggiorativo (...), è anche vero che il diverso computo dei giorni di congedo è strettamente correlato a modalità di fruizione dello stesso liberamente e consapevolmente scelte dal prestatore di lavoro».

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