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La revocatoria taglia i tempi

del 05/05/2012
di: di Debora Alberici
La revocatoria taglia i tempi
Basta il numero del conto corrente bancario per far cadere in revocatoria tutti i versamenti fatti dalla società dichiarata fallita. Non è necessario al curatore dimostrare né la causale né l'ammontare delle singole rimesse, il parametro di riferimento è il saldo disponibile.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 6789 del 5 maggio 2012.

Ciò perché, ha spiegato la prima sezione civile, pur riconoscendosi che nella revocatoria di pagamenti ciascuno costituisce oggetto di una distinta domanda «si è osservato che ove si tratti di rimesse in conto corrente, l'accoglimento dell'azione richiede la ricostruzione dell'andamento dei movimenti registrati in conto durante un determinato arco di tempo per stabilire se le singole rimesse abbiano avuto funzione solutoria».

le rimesse in conto corrente in tanto sono revocabili, ai sensi dell'art. 67 cit., in quanto all'atto della rimessa il conto risulti scoperto, per tale dovendosi ritenere sia il conto non assistito da apertura di credito che presenti un saldo a debito del cliente, sia quello in cui si sia verificato uno sconfinamento dal fido convenzionalmente accordato al correntista, con la conseguenza che, per valutare il carattere solutorio o ripristina tarlo della rimessa, occorre riferirsi al saldo disponibile nel momento della singola rimessa, il quale non coincide necessariamente né con il saldo per valuta, né con quello contabile delle operazioni risultanti dall'estratto conto.

Peraltro, una volta proposta l'azione revocatoria fallimentare, l'attore può limitarsi a sostenere che tali versamenti, intesi come fatti solutori, avvennero per il rimborso di somme anticipate dalla banca in conto corrente mentre incombe alla banca l'onere di provare la sussistenza dell'apertura di credito ed il suo limite.

Quindi sul punto il Collegio di legittimità ha dato torto alla banca che lamentava la revoca delle rimesse chieste dal curatore fallimentare fatte presso il conto nell'anno precedente alla dichiarazione di fallimento.

Infatti ad avviso dei Supremi giudici la mancata indicazione dei singoli versamenti non ha come conseguenza l'indeterminatezza dell'oggetto per cui è sufficiente indicare il conto corrente sul quale le rimesse sono affluite e l'arco temporale nel quale sono state fatte, eventualmente accompagnate dalla precisazione del loro importo complessivo che è la somma di cui si chiede la restituzione.

Le sentenze della Corte di cassazione sono disponibili sul sito www.italiaoggi.it/documenti

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