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Albo unico tecnici Nuove polemiche

del 04/05/2012
di: di Giovanni Galli
Albo unico tecnici Nuove polemiche
L'albo unico dei tecnici solleva un vespaio di polemiche. Quella che è stata per molto tempo solo un'ambizione dei collegi dei periti industriali, geometri è periti agrari, infatti, recentemente ha trovato una copertura legislativa (art. 9 del decreto legge n. 1/2012, convertito con legge 24 marzo 2012 n. 27) che ha dato nuovo impulso alle tre categorie interessate. Tanto che il progetto è stato al centro delle rispettive assemblee dei presidenti territoriali. Attirandosi, al contempo, le attenzioni di diversi ordini affini. L'ultimo veto (si veda ItaliaOggi del primo maggio 2012) arriva dagli agrotecnici guidati da Roberto Orlandi che, ieri, con un comunicato stampa hanno fatto sapere che «la maggior parte delle professioni tecniche condividono l'avviso che gli “accorpamenti” fra professioni similari non debbano lasciare spazio a furbizie, come l'ampliamento delle competenze in assenza delle condizioni previste, la creazione di nuove riserve, l'utilizzo di titoli professionali diversi e superiori rispetto a quelli di provenienza (e tali da potere trarre in inganno l'utenza), l'introduzione dell'obbligatorietà di iscrizione di soggetti laureati in Albi ai quali questi ultimi possono già ora accedere ma che disertano, ritenendoli inidonei». Pronta la replica dei diretti interessati. «Comincia a essere imbarazzante», dice Giuseppe Jogna, numero uno dei periti industriali, «dover ribadire con cadenza quasi settimanale quale sia l'obiettivo dell'ordine dei tecnici per l'ingegneria. L'unica cosa a cui non siamo interessati sono le competenze e i titoli di altri, in quanto non né abbiamo bisogno» (si veda altro articolo a pagina 31). A dar sostegno al progetto della grande casa dei laureati di primo livello arrivano anche gli ingegneri iunior del Cup3. Il presidente del Coordinamento universitari e professionisti triennali spiega che «l'albo degli ingegneri tecnici offre oggi al paese, in uno scenario delle professioni dove tutto sembra obsoleto e già visto, un'opportunità storica di modernizzazione e semplificazione del quadro ordinistico delle professioni dell'area tecnica».

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