Consulenza o Preventivo Gratuito

Il dominio europeo

del 04/05/2012
di: di Luigi Chiarello
Il dominio europeo
«Un'impresa può chiedere la registrazione dei propri marchi come nomi di dominio .eu soltanto qualora essa abbia sede nella Ue»: parola dell'avvocato generale della Corte di giustizia europea, Trstenjak. Che si è ieri espresso in merito al contenzioso C-376/11, depositando le conclusioni sulla causa che divide la società belga Pie Optiek (venditrice di lenti a contatto e occhiali attraverso il sito www.lensworld.be) e l'impresa americana Walsh Optical (che vende attraverso il suo sito www.lensworld.com lenti a contatto ed altri articoli di occhialeria). Secondo l'avvocato generale Ue, un licenziatario residente in Europa può procedere alla registrazione .eu e può «altresì profittare della registrazione privilegiata durante il periodo sunrise», ma per licenziatario si deve intendere «soltanto il soggetto legittimato in prima persona allo sfruttamento commerciale del marchio». Tutto nasce il 7 dicembre 2005, quando ha preso il via la corsa per la registrazione dei nomi di dominio internet sotto il dominio di primo livello «.eu» . La registrazione viene effettuata sulla base del principio «primo arrivato, primo servito», ossia ha la precedenza colui che presenta per primo la domanda. Tuttavia, durante i primi quattro mesi, cioè durante il cosiddetto periodo «sunrise», erano legittimati a presentare la domanda di registrazione soltanto i titolari di diritti preesistenti e gli organismi pubblici. Inoltre, veniva operata una differenziazione nell'ambito dei titolari di diritti preesistenti: i primi due mesi erano riservati ai titolari di marchi nazionali, di marchi comunitari e di indicazioni geografiche. Tuttavia, anche i licenziatari di tali soggetti potevano chiedere lo stesso trattamento privilegiato. Secondo quanto disposto dalla normativa pertinente, l'EURid, ufficio competente per la registrazione, deve registrare i nomi di dominio richiesti da un'impresa avente sede nella Ue.

vota