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Scommesse conto terzi vietate al gestore

del 04/05/2012
di: Matteo Rigamonti
Scommesse conto terzi vietate al gestore
Il gestore di un locale pubblico che offre puntate via internet non può scommettere al posto del proprio cliente, né può utilizzarne il conto di gioco online. Lo ha stabilito la Cassazione che, con una sentenza della Terza sezione penale, ha chiarito che l'esercente deve limitarsi a mettere a disposizione il computer e le apparecchiature ricevute dal bookmaker. Il gestore, come riferito da Agipronews, non può scegliere la partita o la gara, né cercare le quote per conto del cliente e tantomeno segnalarne le oscillazioni. In caso contrario si macchierebbe di reato e, si legge sulla sentenza, «si profila una vera e propria attività organizzata sotto forma di agenzia, come tale vietata». La sentenza segue il sequestro preventivo, disposto dal Gip di Catania e confermato dal Tribunale del Riesame, sui computer di un bar il cui gestore avrebbe «abusivamente svolto un'attività organizzata all'accettazione e alla raccolta via telematica di scommesse su eventi sportivi accettate per conto di un concessionario Aams, senza però essere munita delle necessarie autorizzazioni». Anche se il bar era in possesso dell'autorizzazione dei Monopoli per la rivendita delle ricariche di conti online per scommesse sportive, la sua attività avrebbe dovuto limitarsi alla messa a disposizione «diretta» del collegamento ai giocatori. Per la Cassazione infatti «è necessario che sia lo scommettitore a utilizzare personalmente l'apparato telematico».

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