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Il ravvedimento veloce si estende

del 04/05/2012
di: di Duilio Liburdi
Il ravvedimento veloce si estende
Il ravvedimento veloce si estende a tutte le violazioni oltre a quelle relative agli omessi versamenti: la sanatoria nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine, comporterà una riduzione della sanzione di un ulteriore quindicesimo oltre a quanto previsto, ordinariamente, dalla norma sul ravvedimento. È questo l'effetto delle modifiche apportate all'articolo 13 del dlgs n. 471 del 1997 dall'articolo 11 della legge n. 44 del 2012.

La modifica normativa. Come accennato, l'articolo 11, comma 3-bis, della legge n. 44 del 2012 interviene sul disposto del comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo contenente i principi generali in materia di sanzioni tributarie che, dopo le modifiche in questione, prevede:

- chi non esegue, in tutto o in parte, alle scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell'imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l'ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile;

- per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo, oltre a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 13 del dlgs n. 472 del 1997, è ulteriormente ridotta ad un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo;

- la medesima sanzione si applica nei casi in cui la violazione venga contestata dall'Agenzia delle entrate.

Quindi, la modifica normativa estende il suo campo di applicazione a tutte le violazioni ravvedibili richiamando l'intero comma 1 dell'articolo 13 del dlgs 472 e non più la sola lettera a) del medesimo comma che regola, unicamente, la fattispecie di versamenti effettuati entro i 30 giorni successivi alla scadenza.

L'effetto pratico. Il cosiddetto ravvedimento sprint diviene dunque possibile anche in relazione alla sanatoria relativa alla infedele dichiarazione nonché in caso di dichiarazione omessa e, evidentemente, ne devono essere vagliati gli effetti pratici anche alla luce dei chiarimenti forniti dall'agenzia delle entrate con la circolare n. 41 del 2011. L'amministrazione finanziaria, nel documento di prassi, ebbe modo di precisare come la riduzione di un quindicesimo si aggiungeva a quella prevista dal ravvedimento operoso. Quindi, se il versamento di imposta viene effettuato con un ritardo inferiore a 15 giorni e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di 30 giorni dalla scadenza, la riduzione di cui all'articolo 13, comma 1, secondo periodo, del dlgs n. 471 del 1997 si aggiunge a quella di un decimo del minimo prevista dal citato articolo 13, comma 1, lettera a) del dlgs n. 472 del 1997 (percentuale così ridotta dall'articolo 1, comma 20, lett. a), della legge 13 dicembre 2010, n. 220, applicabile alle violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011). Nella circolare dell'agenzia delle entrate, si faceva l'esempio del versamento di euro 1.000 viene eseguito con due giorni di ritardo ed il ravvedimento della sanzione è effettuato entro trenta giorni dalla scadenza, la sanzione sarà pari allo 0,4% (30x 2/15x1/10) pari ad euro 4. Ora, come detto, lo stesso concetto viene esteso anche alle ipotesi diverse dal puro omesso, carente o tardivo versamento ipotesi cioè nelle quali il debito di imposta è quello che emerge a fronte di una dichiarazione nella quale il reddito è correttamente dichiarato e determinato. Viene meno, nella sostanza, il richiamo alla sola lettera a) del comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997.

Da un punto di vista sostanziale, vi è la sensazione che la modifica normativa possa interessare, soprattutto, in alcune ipotesi specifiche e non nel caso più generale del ravvedimento operoso vero e proprio. Infatti, laddove si riscontri la necessità di integrazione della dichiarazione, ben difficilmente tale comportamento verrà seguito nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine ordinario in quanto, come noto, l'integrazione in questione può avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva. Più frequentemente, dunque, la modifica normativa tornerà utile laddove si intenda sanare la mancata presentazione della dichiarazione a fronte di imposte regolarmente versate ovvero nei casi in cui la violazione comporti, ad esempio, l'obbligo di versamento della sola sanzione già di per sé molto elevata. Si pensi, in concreto, alle violazioni afferenti il monitoraggio fiscale che si concretizzano attraverso la mancata o la non completa presentazione del quadro RW all'interno della dichiarazione dei redditi. Più in generale, dunque, un piccolo intervento sulle sanzioni tributarie in attesa che l'attuazione della delega fiscale permetta un intervento più strutturato su un sistema ormai datato.

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