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Accordo Italia-Svizzera? L'Ue: Trattati da rispettare

del 03/05/2012
di: Tancredi Sequi
Accordo Italia-Svizzera? L'Ue: Trattati da rispettare
«Non siamo a conoscenza dell'intenzione di Roma di sottoscrivere un accordo bilaterale con la Svizzera in materia fiscale. Ma l'Italia come gli altri Stati membri, non è tenuta a informarne la Commissione europea. Ci è comunque parso di capire che qualora il governo italiano dovesse sottoscrivere un accordo di questo genere, lo farebbe nel rispetto dei Trattati Ue». È questo lo stringato commento del portavoce del commissario Ue alla tassazione Algirdas Semeta, alle dichiarazioni del premier italiano Mario Monti che nei giorni scorsi ha mostrato segnali di apertura verso Berna. «Un accordo sui capitali con la Svizzera, sul modello di quello di altri paesi europei, deve avere come pre-condizione il rispetto dei trattati su lavoratori transfrontalieri e doppia imposizione che il Canton Ticino ha sospeso unilateralmente», ha affermato Monti secondo cui l'Italia potrà decidere di riconsiderare l'intera materia fiscale con la Svizzera soltanto quando verrà risolta la questione dei ristorni. Pur confermando la libertà di sottoscrivere intese bilaterali con Berna, il portavoce della Commissione ha comunque precisato che un accordo bilaterale in materia fiscale non può includere questioni già coperte dalla legislazione europea o che sono di competenza della Ue. «In passato abbiamo avuto qualche difficoltà con accordi bilaterali siglati con la Svizzera da parte di altri Stati membri. Problemi legati al fatto che coprivano ambiti di competenza europea come la direttiva sul risparmio. Su questo fronte ci sono state ampie discussioni. Per fortuna siamo riusciti mettere gli accordi in linea l'intesa con la normativa europea».

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