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Detassazione in stallo da 4 mesi

del 01/05/2012
di: La Redazione
Detassazione in stallo da 4 mesi
Atteso il decreto per il 2012 che consente la riduzione dell'Irpef sui premi, mancano i limiti di reddito e l'importo massimo di utilizzo. Quattro mesi senza poter detassare crea una inevitabile contrazione dei consumi. L'assenza dell'emanazione del Decreto Ministeriale che deve determinare il limite massimo assoggettabile all'imposta sostituiva e il limite di reddito che ne vincola l'utilizzo per il 2012, infatti, crea non pochi problemi a datori e lavoratori. Si tratta di una situazione di stallo, i cui motivi non sono noti ma che nel frattempo sta creando problemi gravissimi ai datori di lavoro, costretti a sospenderne l'applicazione. I danni provocati alle aziende sono molteplici ed è incomprensibile questo ritardo nell'emanazione del decreto, anche perchè si tratta di una misura per la quale esiste la copertura di spesa. Per le aziende al danno si aggiunge la beffa dei budget annuali predisposti contando su tale riduzione fiscale; budget ora tutti da rivedere perché privi di certezze sul costo del lavoro. Per i lavoratori lo svantaggio è ampio; le somme potenzialmente detassabili (ad esempio sulle ore straordinarie) sono state tassate da gennaio ad oggi con le ordinarie aliquote anziché con quella ridotta al 10% facendo così ridurre il netto in busta paga.

Cos'è la detassazione

Questo strumento di incentivazione ha sostenuto in gran parte l'occupazione degli anni scorsi ed è stato molto applicato nella gestione dei rapporti di lavoro. Dal luglio 2008 a tutto il 2010 gli incrementi di produttività potevano essere creati e gestiti direttamente dal datore di lavoro, anche senza la formalizzazione di accordi collettivi nazionali, in modo snello, con un semplice accordo siglato con il dipendente. L'ampia interpretazione del Ministero del lavoro e dell'Agenzia delle entrate intervenuta nel tempo, aveva esteso anche il campo d'intervento a molte voci retributive (notturno, straordinari, ecc.). Le somme dovevano essere correlate a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, nonché essere collegate ai risultati dell'andamento economico o agli utili dell'impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale. A tali somme era applicabile una tassazione agevolata pari al 10% anziché le ordinarie aliquote. Nel 2011, invece, sono arrivati i primi vincoli: le somme premiali dovevano derivare da accordi collettivi aziendali o territoriali, ma nonostante questo incremento di formalismi, l'istituto è stato molto utilizzato al punto da esserne prevista la copertura finanziaria anche per l'anno in corso.

Per il 2012 non si può detassare

Una nuova proroga del regime fiscale agevolato applicabile agli emolumenti dei dipendenti del settore privato correlati a incrementi di produttività, a cui si applica l'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali pari al 10%, è arrivata anche per il 2012 (dl 98/11 conv. in legge n. 111/11). Per il secondo anno consecutivo, quindi, il legislatore ha limitato l'utilizzo della detassazione introducendo il vincolo delle sottoscrizioni degli accordi alle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. I datori di lavoro sono pronti ed hanno già siglato gli accordi necessari per partire appena ci saranno certezze, ma la situazione rimane ingessata. La determinazione dell'importo massimo assoggettabile all'imposta sostitutiva e del limite massimo di reddito annuo (oltre il quale il lavoratore non potrà usufruire dell'agevolazione) devono essere stabiliti con apposito decreto, anche se è stato fissato il plafond per l'agevolazione in 835 milioni nel 2012 e 263 milioni nel 2013. Con queste somme a disposizione, nel 2012, dovrebbe realizzassi una sensibile riduzione dei destinatari: il reddito utile dovrebbe scendere da 40 mila euro a 30 mila euro. Mentre le somme agevolabili dovrebbero scendere da 6 mila euro a 2.500 euro.

Manca il provvedimento attuativo

Cosa impedisca in un momento di recessione di rendere fruibili per i lavoratori le maggiori somme derivanti dall'applicazione della detassazione, non è dato sapere. È incredibile però come non si pensi che tutto ciò frena di fatto la spinta ai consumi, venendo meno nelle tasche dei lavoratori la differenza di tassazione da calcolare, ad esempio sul lavoro notturno o sullo straordinario. Sarebbe opportuno, infatti, che il Governo si concentrasse su questi provvedimenti che creano i maggiori benefici per l'intero Paese. Certo è che dopo anni di applicazione a singhiozzo, con interpretazioni retroattive e modificazioni in corso d'opera, sarebbe forse il caso che la detassazione della produttività, venga messa a regime definitivamente, magari legandola semplicemente all'incremento annuale dei limiti, all'indice Istat o all'Ipca.

Fondazione Studi interviene per chiarire

Nel 2012, nelle more del decreto attuativo, vanno comunque rispettate le limitazioni imposte dalla norma sugli accordi con organizzazioni rappresentative a livello nazionale. Sul tema la Fondazione Studi consulenti del lavoro ha ribadito che, vista la mancata attuazione dell'art. 39 della Costituzione, non è prevista l'obbligatorietà di iscrizione all'associazione firmataria del contratto di secondo livello da parte del datore, per poter adottare il regime della detassazione. Questo perché il contratto si applica anche nei confronti di coloro che, pur non iscritti alle associazioni sindacali stipulanti, implicitamente o esplicitamente abbiano prestato adesione allo stesso. Ma tutte queste argomentazioni resteranno pura teoria, se il Ministero dell'economia tarderà a rendere applicabile il beneficio previsto per i lavoratori.

Il Mef conferma il ritardo

L'incertezza creatasi ha spinto il Mef a intervenire, qualche settimana or sono, con una risposta inviata per posta elettronica dall'Ufficio relazioni con il pubblico del Tesoro a un dipendente che richiedeva delucidazioni sulla situazione del decreto. Il Mef ha affermato che la detassazione non richiede l'emanazione di alcun decreto da parte del ministero dell'economia e quindi sarebbe possibile operare la riduzione anche per il 2012. Ma vi è stata una precipitosa retromarcia, in data 19 aprile dello stesso Mef con apposita nota con la quale è stato precisato che la detassazione «non è immediatamente applicabile; è indispensabile, infatti, che la presidenza del consiglio dei ministri di concerto con questo ministero emani preliminarmente un Dpcm, per stabilire l'importo massimo assoggettabile all'imposta sostitutiva e il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non può usufruire dell'agevolazione (art. 33 – comma 12 – legge 183/2011 – Legge di stabilità 2012)». Dunque, senza decreto niente detassazione; niente incentivo per le assunzioni; niente aiuti per imprese e lavoratori che potrebbero avere maggiori risorse a disposizione da spendere alimentando così i consumi.

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