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Verso la sforbiciata ai tribunali

del 01/05/2012
di: La Redazione
Verso la sforbiciata ai tribunali
Riduzione dei tribunali, mentre gli uffici del giudice di pace passeranno da 848 a 174 attraverso un'operazione di revisione delle circoscrizioni. Si tratta di uno dei capitoli evidenziati nel documento sulla spending review analizzato e discusso ieri in Consiglio dei ministri, che ha focalizzato l'attenzione sulle amministrazioni della giustizia, della scuola (si veda articolo a pag. 28), dei trasporti e dell'Interno. Ecco gli interventi in cantiere e i possibili risparmi stimati in base al documento.

Giustizia. Il risparmio atteso a regime dall'intervento sui giudici di pace, secondo il documento, è di 28 milioni di euro l'anno. Per quanto riguarda invece i tribunali, la riforma allo studio riguarda la riduzione dei tribunali, delle sedi distaccate e degli uffici di procura, per un totale di 3.600 unità di personale amministrativo da riassegnare dove vi sono carenze. L'intervento consentirà di recuperare 600-750 magistrati togati. Il risparmio stimato è di 45-60 milioni di euro l'anno. Relativamente al personale amministrativo, ci sono organici scoperti al centro nord: si provvederà con l'emanazione di un bando per mobilità esterna per utilizzare negli uffici giudiziari personale in eccesso di altre amministrazioni.

Trasporti. Il piano prevede lo snellimento della struttura centrale dell'amministrazione attraverso dismissione della sede decentrata e riduzione con effetto immediato degli organici, oltre a una ristrutturazione della struttura territoriale con la definizione di uno standard di personale in relazione al carico di lavoro e alla dimensione della scala di attività. Si va poi verso la riforma della motorizzazione civile con un'agenzia di servizi autofinanziati. Fari puntati anche sulla riforma del trasporto pubblico locale con il trasferimento alle Regioni di alcuni servizi ancora gestiti dal ministero. E per finire nuove forme di sostegno all'autotrasporto e la riduzione del numero e riqualificazione delle autorità portuali.

Interno e prefetture. Al Viminale l'analisi ha riguardato le strutture periferiche pari all'80% della spesa. In particolare prefetture, vigili del fuoco, polizia di stato. La spesa analizzata è di 8 miliardi per retribuzioni, consumi intermedi e acquisto beni e servizi. L'organizzazione su base provinciale delle attività (indipendentemente dal numero di abitanti), si osserva nel documento, comporta un costo di almeno 400 milioni di euro. La spesa pro capite è maggiore, a causa dell'incidenza dei costi fissi, nei territori con meno popolazione. Nel centro-sud la spesa per abitante è maggiore che nelle regioni del centro-nord per due fattori: il numero di occupati a parità di condizioni è maggiore e la retribuzione è più alta a causa del ciclo (assunzione al nord, scatti di anzianità, trasferimento al sud). Circa l'acquisto di beni e servizi, la spesa è pari a 1700 milioni l'anno ma di essi 400 non sono coperti dagli stanziamenti iniziali. Il ministero ricorre agli uffici centralizzati solo per il 6-8% del totale. Le cifre in bilancio non coprono neanche i rimborsi alle regioni delle spese sanitarie per gli immigrati. I contratti di locazione di immobili hanno un costo di 4-600 milioni di euro e al ministero stanno valutando le condizioni dei contratti e il numero di occupanti. E per finire la spese per le prefetture. Considerando le spese aggregate a livello regionale esse risultavano mediamente pari a 9,77 euro per abitante, tuttavia con forti differenze interregionali, tra un minimo di 5,93 euro per abitante in Lombardia e un massimo di 29,35 euro per abitante in Molise, le due regioni rispettivamente con la maggiore e minore popolazione residente. Anche su questi scompensi, dunque, si dovrà intervenire.

Gli altri provvedimenti. Via libera a un decreto legge per la riforma della Protezione civile, con l'obiettivo di riorganizzarne la struttura operativa e accelerare i tempi d'azione del Servizio nazionale per la protezione civile. Varato anche un provvedimento correttivo del decreto legislativo che, nel 2010, ha recepito la Direttiva servizi, con cui è stato armonizzato a livello comunitario l'accesso e l'esercizio delle attività economiche nel settore terziario. Tra le novità, l'introduzione della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) che sostituisce la precedente Dichiarazione di inizio attività (DIA). Silenzio assenso nei casi in cui resta la necessità di autorizzazioni. Numerosi interventi puntuali di semplificazione, riguardanti le attività di commercio all'ingrosso nel settore alimentare, di facchinaggio, di intermediazione commerciale e di affari, di spedizioniere, di acconciatore, di estetista, di lavanderia e di disciplina dei magazzini generali e dei mulini. Infine, vengono abrogati alcuni Albi e Ruoli, fra i quali i commissionari, i mandatari, gli stimatori e pesatori pubblici, ed i mediatori per le unità da diporto. Luce verde infine a un regolamento che disciplina il nuovo Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura razionalizzando i procedimenti relativi all'erogazione delle somme a favore delle vittime del racket, dell'usura e della criminalità organizzata.

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