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L'Inps punta a fare cassa

del 28/04/2012
di: di Daniele Cirioli
L'Inps punta a fare cassa
L'Inps punta a far cassa. Nel distribuire le competenze sulla gestione di avvisi di addebito e cartelle di pagamento, infatti, esorta gli uffici a evitare ritardi con i provvedimenti di sospensione, anche giudiziari, per non arrecare pregiudizi all'attività di recupero coattivo. Lo stabilisce tra l'altro nel messaggio n. 6948/2012, con cui attribuisce alle direzioni provinciali la competenza a gestire i provvedimenti (avvisi di addebito e cartelle di pagamento) fino a 500 mila euro (oggi 50 mila), con effetto dal 1° maggio.

Le novità. La nuova articolazione delle competenze (l'ultima risale al 2009), spiega l'Inps, trova origine dalle recenti novità di natura normativa, organizzativa e tecnica. Da una parte, infatti, il nuovo sistema di riscossione dei crediti che, a partire dal 1° gennaio 2011 avviene tramite avviso di addebito avente valore di titolo esecutivo, ha consentito di operare sostanziali modifiche sui tipi di provvedimenti di sgravio e sospensione in precedenza adottati per le cartelle di pagamento. Dall'altra, la necessità di adeguare il procedimento al nuovo assetto organizzativo che, in base ai nuovi principi Inps, tende a garantire l'erogazione dei servizi con un migliore livello qualitativo. Infine, le nuove norme in tema di telematizzazione delle istanze che, consentendo l'immediato scambio delle comunicazioni con imprese e intermediari, assicurano maggiore tempestività nelle risposte e un miglioramento del processo di gestione del credito (la circolare n. 48/2012 ha telematizzato tutte le richieste di provvedimenti su avviso di addebito e cartella di pagamento). In relazione a tanto, l'Inps uniforma la competenza in ordine ai provvedimenti su avviso di addebito e cartella di pagamento ai valori previsti per l'esame delle domande di dilazione e di riduzione delle sanzioni con effetto dal 1° maggio.

Si punta a far cassa. L'Inps, inoltre, raccomanda alle sedi, per ciò che concerne i provvedimenti di sospensione, di tenere la propria attività costantemente indirizzata a escludere che il permanere della «sospensione» possa costituire pregiudizio all'attività di recupero da parte degli agenti della riscossione. Con riferimento ai provvedimenti di sospensione disposti dall'autorità giudiziaria, inoltre, ritiene necessario che con sistematicità, attraverso un costante collegamento con gli uffici legali, sia curato l'aggiornamento dello stato del credito per consentire, in relazione alle decisioni nel corso del procedimento giudiziario, l'immediato riavvio delle attività di recupero coattivo in caso di esito del giudizio totalmente o parzialmente favorevole all'istituto ovvero di l'annullamento del credito in caso di soccombenza dell'Istituto definitivamente accertata.

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