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Nasce il superfondo unificato per vittime di mafia e usura

del 28/04/2012
di: Simona D'Alessio
Nasce il superfondo unificato per vittime di mafia e usura
Al via la fusione del fondo antimafia e di quello antiracket: finiranno in un unico organismo di rotazione «per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura», a cui saranno destinati indennizzi per il danno subito. E la novità è che la gestione da parte della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici (a cui è stato affidato il compito dal ministero dell'Interno, presso il quale sono stati costituiti i due comitati di solidarietà, presieduti da un commissario di nomina governativa, con funzioni deliberanti) da triennale diventerà quinquennale. Il Consiglio dei ministri, nella seduta di lunedì 30, effettuerà l'esame preliminare del decreto della presidenza della repubblica con il regolamento per l'unificazione a norma dell'articolo 2, comma 6-sexies, del decreto legge n. 225 del 2010, (convertito legge n. 10 del 2011).

La scelta di accorpare i fondi parte dalla necessità di razionalizzare i relativi procedimenti, volti all'erogazione delle somme in favore delle vittime del racket, dell'usura e della criminalità organizzata; pertanto, evidenzia la relazione tecnica che introduce il provvedimento che l'esecutivo sta per vagliare, l'omogenizzazione «non comporta maggiori spese, o nuovi oneri a carico dello stato», e adegua, armonizza e coordina le disposizioni dei regolamenti dei singoli fondi esistenti.

Tre le principali finalità: indennizzare chi ha subito le conseguenze di reati di tipo mafioso, costituitosi parte civile nei procedimenti penali intentati nei confronti degli autori dei reati stessi, concedere un rimborso «commisurato ai danni derivanti dagli eventi subiti, a favore delle vittime dell'estorsione esercenti un'attività economica imprenditoriale» e, infine, elargire «un mutuo decennale, senza interessi», per un ammontare proporzionato rispetto al danno subito, a favore di coloro che sono stati sottoposti ad episodi di estorsione, i quali risultino essere «esercenti un'attività comunque economica».

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