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Prestazioni professionali detratte

del 28/04/2012
di: di Debora Alberici
Prestazioni professionali detratte
Le prestazioni professionali sono detraibili dall'azienda solo nel caso in cui siano strettamente inerenti all'attività d'impresa.

È quanto si evince dalla sentenza della Corte di cassazione numero 6532 del 27 aprile 2012.

In particolare la sezione tributaria ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate che chiedeva la revoca del beneficio fiscale perché la società non aveva provato l'inerenza fra i costi sostenuti per i professionisti e l'attività svolta.

Per la commissione tributaria provinciale e per quella regionale tale inerenza non andava dimostrata dalla contribuente.

Contro la doppia conforme di merito l'amministrazione finanziaria ha presentato ricorso alla Suprema corte e sul punto del beneficio fiscale lo ha vinto in pieno.

È stata quindi bocciata la decisione della Ctr di Palermo che aveva annullato l'atto impositivo. Con una motivazione laconica ma che potrebbe avere interessanti risvolti pratici gli Ermellini hanno motivato che «la sentenza della Ctr ha accolto l'appello della contribuente semplicemente affermando che avverso ciascuno degli addebiti (rispettivamente, per pretesa indetraibilità dell'Iva per prestazioni professionali e su nota di credito emessa) essa ha adeguatamente offerto la dimostrazione dell'infondatezza delle pretese dell'ufficio, essendo le prestazioni professionali inerenti all'attività della società e la nota di credito risultante da una corretta operazione di storno».

In questo modo, spiega Piazza Cavour, il giudice di merito ha tuttavia risolto la questione con un'affermazione apodittica.

Nulla da fare, invece, sull'altro motivo di ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria in relazione alla difesa tecnica. Prima di tutto i Supremi giudici hanno chiarito che anche gli amministratori straordinari di una società del gruppo possono, nell'ambito del processo tributario, conferire la procura al difensore. Non solo. Il contribuente può affidare la difesa tecnica già in corso di causa davanti alla commissione tributaria provinciale, e lo può fare in favore di un commercialista.

Infatti, ha ricordato il Collegio di legittimità, «non può ravvisarsi l'inammissibilità del ricorso, in materia processuale tributaria se non dopo l'infruttuosa emanazione del previsto ordine del presidente alla parte privata, di munirsi di valida assistenza».

In questo caso specifico, avendo la società contribuente comunque provveduto, durante il primo grado di giudizio, a conferire nuovo incarico di assistenza tecnica al professionista nominato, è giusta la decisione della Ctr che ha ritenuto in questo modo sanata ogni ulteriore irregolarità.

«Difatti l'avvenuto conferimento di un nuovo rituale incarico in prima udienza, prima ancora, cioè, dell'emanazione dell'ordine di cui all'articolo 12, del dlgs 504 del 1992, era tale da superare in radice qualsivoglia questione attinente all'assistenza».

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