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Le sentenze tributarie possono essere sospese

del 28/04/2012
di: Sergio Trovato
Le sentenze tributarie possono essere sospese
È infondata la tesi che nel processo tributario l'azione cautelare sia proponibile solo in primo grado. La sentenza d'appello, infatti, può essere sospesa dal giudice tributario nel caso in cui il contribuente possa subire un danno grave e irreparabile in pendenza del giudizio di Cassazione. E non serve dichiarare illegittima la norma denunciata di incostituzionalità (articolo 49 del decreto legislativo 546/1992), considerato che una sua corretta interpretazione consente la tutela cautelare sia in primo che in secondo grado. Lo ha affermato la Corte costituzionale, con la sentenza n. 109 del 26 aprile 2012 (presidente Quaranta, relatore Franco Gallo).

Secondo la Consulta, «dalla riscontrata possibilità di un'interpretazione conforme a Costituzione della disposizione denunciata discende, dunque, la non fondatezza della questione». Serve, invece, una «rimeditazione interpretativa» dell'intera disciplina della sospensione cautelare dell'esecuzione delle sentenze tributarie sia di primo che di secondo grado. Quindi, i giudici possono concedere la sospensiva interpretando correttamente le norme vigenti.

La questione della sospensione delle sentenze tributarie forma da tempo oggetto di contrasti nella dottrina e nella giurisprudenza. In realtà, nel processo tributario la tutela cautelare del contribuente non può essere limitata al giudizio di primo grado. La facoltà di adottare le misure cautelari anche per le sentenze, specialmente nei casi in cui vi sia un contrasto tra pronunce di primo e secondo grado, dovrebbe costituire una componente essenziale della tutela giurisdizionale garantita dall'articolo 24 della Carta costituzionale, anche per evitare che la durata del processo possa danneggiare la parte temporaneamente soccombente nel periodo di tempo necessario per l'accertamento definitivo delle sue eventuali ragioni.

La Consulta prende posizione in maniera netta e ribadisce quanto sostenuto con la sentenza 217/2010, con la quale aveva già giudicato infondata la tesi che nel processo tributario l'azione cautelare sia proponibile solo in primo grado. Ha chiarito, inoltre, che in mancanza di una norma ad hoc che escluda l'applicabilità al processo tributario della disposizione contenuta nell'articolo 373 del Codice di procedura civile, il giudice che ha posto la questione non ha esperito alcun tentativo di interpretazione alternativa che consenta di ritenere applicabile la sospensione cautelare negli altri gradi del giudizio tributario.

Al riguardo, la giurisprudenza di merito ha assunto delle posizioni non univoche. La Commissione tributaria regionale di Milano (sezione 46), con l'ordinanza 2/2011, ha infatti stabilito che la sentenza d'appello debba essere sospesa dal giudice tributario nel caso in cui il contribuente possa subire un danno grave e irreparabile in pendenza del giudizio di Cassazione. Anche se il ricorso per Cassazione non blocca in via automatica l'esecuzione delle sentenze d'appello, la sospensione può comunque essere concessa qualora l'esecuzione possa provocare danni. E non può essere esclusa questa tutela solo perché l'articolo 47 del decreto legislativo 546/1992 limita l'adozione del provvedimento cautelare agli atti impugnati innanzi alla commissione tributaria provinciale. In questo caso ha sospeso l'esecuzione della sentenza d'appello che convalidava un provvedimento di chiusura di un esercizio commerciale, poiché in caso di accoglimento dell'impugnazione non sarebbe stato più possibile adottare come rimedi la riduzione in pristino o il ristoro per equivalente dei danni subiti dal contribuente in seguito alla chiusura dell'attività commerciale. In questo senso si è espressa anche la commissione tributaria regionale di Roma, prima sezione, con l'ordinanza 86/2011. Mentre la Commissione tributaria regionale di Milano, sesta sezione, con l'ordinanza n. 8 del 24 maggio 2011, ha giudicato non infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 49 del decreto legislativo 546/1992 nella parte in cui non consente di chiedere la sospensione della sentenza d'appello, quando dalla sua esecuzione possa derivare all'interessato un danno grave e irreparabile.

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