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Manutenzioni, il fisco semplifica

del 28/04/2012
di: di Norberto Villa
Manutenzioni, il fisco semplifica
Più semplice e senza grandi effetti pregiudizievoli per i contribuenti il calcolo del plafond deducibile delle spese di manutenzione. A partire dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto 16/2012 (legge del 26 aprile n. 44, sul supplemento ordinario n. 85 alla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile) non sarà più necessario rapportare ad anno il valore dei beni compravenduti nell'anno ma sarà sufficiente tener conto dei beni esistenti risultanti all'inizio dell'esercizio.

La previsione. Il testo attuale dell'art. 102, comma 6 prevede che le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione se non imputate ad incremento del costo dei beni possono essere dedotte nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all'inizio dell'esercizio dal registro dei beni ammortizzabili. La disposizione prevede anche che per i beni ceduti, nonché per quelli acquisiti nel corso dell'esercizio, compresi quelli costruiti o fatti costruire, la deduzione spetta in proporzione alla durata del possesso ed è commisurata, per il cessionario, al costo di acquisizione. Ciò comporta che è necessario per individuare la base di calcolo del plafond a cui applicare la percentuale del 5% un calcolo non sempre facile e che spesso non porta a differenze significative se ad esempio confrontato con una forfettario che considera per tali beni il 50% del loro valore. Il decreto 16 sceglie però di semplificare eliminando la rilevanza dei beni venduti ed acquistati nell'anno ed individuando la base di calcolo del 5% più semplicemente nel costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all'inizio dell'esercizio dal registro dei beni ammortizzabili

Gli effetti. È evidente come il nuovo calcolo porterà a una semplificazione ma ciò non sarà pagato con un impatto fiscale ed economico negativo per i contribuenti. Lo stesso sarà solo eventuale presumibilmente limitato non molte ipotesi. Con riguardo ai beni ceduti nell'anno la previsione del dl 16 è addirittura migliorativa rispetto a quella precedente. Avendo rilevanza solo il costo al primo giorno del periodo d'imposta, i beni venduti nell'anno rileveranno per intero mentre con la norma attuale rilevano solo pro rata temporis. Quindi con riguardo ai beni venduti la norma introdotta dal dl 16 è più vantaggiosa rispetto a quella precedente La nuova norma (per una conseguenza speculare a quella descritta per i beni venduti) può apparire svantaggiosa con riguardo ai beni acquistati che non potranno più far sentire alcun effetto nell'anno di acquisizione. Se prima tali beni nell'anno di acquisizione pesavano nel calcolo del plafond pro rata temporis con la nuova regole il loro perso in questo periodo d'imposta sarà sempre apri a zero. Ma non si può non considerare.

  • che tale possibile effetto negativo potrebbe essere mitigato da quello positivo relativo ai beni ceduti;

  • che a ben guardare (anche se la norma funziona per masse) tali beni dovrebbero essere quelli che meno necessitano di manutenzione e riparazione nel loro primo anno di acquisizione pertanto una loro esclusione dai calcoli del plafond potrebbe anche essere giustificata.

    Le società neocostituite. Sul punto il decreto legge 16/2012 non interviene e pertanto per le imprese di nuova costituzione il limite percentuale continuerà a calcolarsi per il primo esercizio, sul costo complessivo quale risulta alla fine dell'esercizio. Qui né prima né dopo il decreto semplificazione era o sarà richiesto alcun calcolo rapportato al tempo. Ogni bene indipendentemente dal momento del primo periodo d'imposta in cui è acquisito pesa per il suo intero importo nel calcolo del 5%. Così come un eventuale bene se acquistato e poi venduto nel primo periodo d'imposta non concorrerà in alcun modo al calcolo dell'importo deducibile delle manutenzioni (non risultando alcun costo alla fine dell'esercizio).

    Così come nessuna innovazione è apportata alle altre disposizioni previste dal comma 6 dell'art. 102, e pertanto anche dopo l'entrata in vigore si avrà:

  • l'eccedenza rispetto al 5% è deducibile per quote costanti nei cinque esercizi successivi;

  • è in ogni caso riconosciuta la deducibilità nell'esercizio di competenza dei compensi periodici dovuti contrattualmente a terzi per la manutenzione di determinati beni, del cui costo non si tiene conto nella determinazione del limite percentuale sopra indicato.

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