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Principi contabili al secondo set

del 28/04/2012
di: di Andrea Fradeani e Francesco Campanari
Principi contabili al secondo set
Apertura al metodo del dettaglio nella valutazione delle rimanenze, deduzione dei contributi in conto esercizio dal costo d'acquisto dei materiali, nuove regole per lo scorporo degli interessi impliciti nei crediti a lunga scadenza e precisazioni sulle vendite a rate con riserva di proprietà. Sono queste le principali novità introdotte dall'Oic nelle bozze del secondo set di principi contabili, pubblicate ieri dallo standard setter, con riferimento alle rimanenze, ai crediti oltreché alle disponibilità liquide e ai titoli di debito.

Il primo documento, dedicato alle giacenze di magazzino, considera ora accettabile l'utilizzo del metodo dei prezzi al dettaglio, modalità di calcolo del costo medio delle rimanenze particolarmente diffusa – per la sua praticità – presso la grande distribuzione. L'Oic precisa poi che la capitalizzazione degli interessi passivi, sia specifici che generici, sostenuti per la fabbricazione dei prodotti in giacenza è possibile solo in caso di durata significativa del processo produttivo; nel caso di realizzazione per periodi di avanzamento, inoltre, la capitalizzazione avverrà separatamente per ogni stadio. Viene poi introdotta la disciplina sulla gestione dei contributi in conto esercizio: gli stessi saranno dedotti direttamente dal costo di acquisto dei materiali, in modo da valutare le rimanenze finali di questi ultimi direttamente al netto dei contributi rispettando così il principio di competenza economica.

La bozza del nuovo Oic 15, dedicato ai crediti, approfondisce la problematica della attualizzazione di quelli commerciali. Si tratta, nello specifico, di distinguere gli interessi passivi impliciti incorporati nel valore dei crediti commerciali a medio e lungo termine dall'importo del ricavo di vendita, come peraltro previsto dai principi contabili internazionali. La componente finanziaria dovrà essere ripartita per competenza, negli esercizi di durata del credito, attraverso l'utilizzo di un risconto passivo. Per i crediti di natura finanziaria a medio e lungo termine, invece, vista la mancanza di un ricavo da rettificare non si procederà ad attualizzazione nel caso della mancanza di interessi congrui limitandosi a segnalare, in nota integrativa, l'eventuale significativa differenza rispetto al valore attuale dei flussi finanziari attesi. Lo standard setter precisa, inoltre, il trattamento contabile delle operazioni di vendita rateali con riserva di proprietà (di rinnovato interesse in questo periodo di crisi): alla consegna il cedente dovrà rilevare il ricavo di vendita, questo perché nella sostanza economica – postulato dettato dall'art. 2423-bis c.c. post riforma del diritto societario – i principali rischi e benefici sul bene vengono immediatamente trasferiti alla controparte.

Novità anche per i principi contabili dedicati ai titoli di debito e alle disponibilità liquide. Il restyling dell'Oic 20 stabilisce che gli utili e le perdite derivanti dalla negoziazione dei titoli immobilizzati prima della loro originaria scadenza debbano essere imputati fra i componenti straordinari; per evitare compensazioni di partite, il computo della plusvalenza/minusvalenza di realizzo deve escludere le spese di cessione. La bozza del documento dedicata alle disponibilità liquide detta nuove regole sul cash pooling: nel bilancio delle società partecipanti all'operazione, la liquidità versata nel conto corrente comune rappresenta un credito verso la società che amministra l'accordo di tesoreria stesso, i prelevamenti saranno appostati invece come debito. Il secondo set di principi contabili approvato in bozza dall'Oic rimarrà in consultazione sul sito www.fondazioneoic.eu fino al 31 ottobre 2012; entro tale data dovranno pervenire osservazioni in grado di migliorare la versione finale dei documenti attesa per il prossimo anno.

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