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Centri arbitrali, un'intesa per le liti nel Mediterraneo

del 28/04/2012
di: Donatella C. Marino
Centri arbitrali, un'intesa per le liti nel Mediterraneo
Ispramed, Istituto per la promozione dell'arbitrato e della conciliazione nel Mediterraneo, sottoscriverà un accordo di collaborazione con sei centri arbitrali dell'Area per fornire alle imprese del Mediterraneo una rete di centri arbitrali in grado di gestire il contenzioso commerciale, in maniera rapida, efficace e secondo una prassi omogenea. I soggetti in questione sono la Camera Arbitrale di Milano, il Centro del Cairo, il Centro di Arbitrato di Tunisi, la Corte Marocchina d'Arbitrato e i centri arbitrali delle Camere di commercio di Istanbul e Algeri. L'intesa sarà formalizzata nel corso di una Conferenza Internazionale che si svolgerà domani a Il Cairo. L'obiettivo è dunque ridurre i conflitti commerciali con i Paesi della Primavera Araba. Ed è l'arbitrato internazionale lo strumento di risoluzione alternativa (ADR) che sta suscitando l'interesse del mondo arabo, storicamente refrattario. La presenza del Segretario Generale della Lega Araba, Dr. Nabil Elaraby, e del ministro della Giustizia egiziano, Adel Abdel Hamid, conferma la valenza anche politica del tema e la convinzione da parte delle istituzioni che questo strumento possa effettivamente decongestionare l'accesa conflittualità commerciale generata dalla Primavera Araba. Solo in Libia si parla di 100 milioni di danni a carico delle aziende italiane e di contratti sospesi per un valore di circa 400-500 milioni di euro. L'iniziativa di domani ha per titolo «Indipendenza e imparzialità degli Arbitri: una prospettiva Mediterranea» ed è organizzata da Ispramed e dal Centro Regionale del Cairo per l'Arbitrato Commerciale Internazionale. L'Italia rimane, tra i competitor europei, il Paese con il valore più elevato di flussi commerciali con l'Area Med: circa 52,7 miliardi di euro. «Per garantire che questo mercato sia sempre più competitivo e affidabile», ha dichiarato il presidente di Ispramed (oltreché di Sace) Giovanni Castellaneta, «è necessario, oltre a un sistema di regole condivise, anche un sistema omogeneo di risoluzione alternativa delle controversie e Ispramed sta lavorando a questo».

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