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Unico, nell'aria odore di rinvio

del 28/04/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani e Cristina Bartelli
Unico, nell'aria odore di rinvio
Dopo il rinvio dei termini per la compilazione, consegna e trasmissione del modello 730 all'orizzonte si profila anche la proroga di Unico 2012, con particolare riferimento ai versamenti correlati agli studi di settore, il cui primo termine è fissato al prossimo 18 giugno (il 16 giugno cade di sabato).

Al momento, il polso della situazione ce l'hanno gli operatori che come ogni anno denunciano il ritardo di alcuni tasselli necessari per il completamento del puzzle per la stagione dichiarativa 2012. E questo li porterebbe a valutare quasi certo il rinvio anche se sono consapevoli che le carte saranno scoperte a maggio inoltrato a ridosso della scadenza perché con Unico&co. si spostano incassi importanti per le previsioni di gettito.

Sul banco degli imputati gli aggiornamenti degli studi di settore, il cui ritardo trascina quello per la preparazione dei software per la compilazione del modello Unico e, di conseguenza, necessari per il pagamento delle relative imposte alle scadenze fissate.

Secondo quanto risulta a Italia Oggi, infatti, oggi sarà pubblicato il provvedimento relativo ai correttivi, che devono tenere conto dell'andamento congiunturale dell'economia e di determinati settori in forte crisi, con l'introduzione di ulteriori e nuovi indicatori di coerenza e normalità economica, destinati ulteriormente a contenere la platea dei contribuenti «non allineati».

Come indicato da un recente documento di prassi dell'Agenzia delle entrate (circolare n. 8/E/2012), il dl n. 98/2011 è intervenuto, su alcune regole destinate a incidere nell'elaborazione degli studi di settore, in due direzioni: la prima, che fissa al 31 dicembre, del periodo d'imposta nel quale entrano in vigore, l'approvazione e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale degli studi di settore e, la seconda, che fissa al 31 marzo, del periodo d'imposta successivo a quello della loro entrata in vigore, il termine per la pubblicazione delle integrazioni (correttivi) indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati di determinati comparti produttivi.

Sul punto, è opportuno ricordare che i correttivi «anti crisi» sono già stati licenziati dalla Commissione degli esperti all'inizio di aprile, ma che nel contempo si rende necessario pubblicare gli stessi, al fine di inserire definitivamente nel software Gerico anche le relative linee guida.

Infatti, il comma 35, dell'art. 2, dl n. 138/2011 ha disposto che il termine del 31 marzo dell'anno successivo può essere utilizzato anche al fine di «… aggiornare o istituire gli indicatori di cui all'articolo 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146 …»; si tratta dei noti indicatori di normalità economica che impattano sulla congruità, nei casi di «non normalità» dell'impresa.

Peraltro, l'Agenzia delle entrate, con il documento di prassi citato, conferma che le modifiche appena indicate, e di conseguenza, i termini appena indicati, riguardano già gli studi di settore applicabili al periodo d'imposta appena trascorso (2011), ma corre l'obbligo ricordare che, con il decreto fiscale (dl 16/2012), il termine del 31 marzo, limitatamente al periodo d'imposta appena trascorso, è stato spostato al 30 aprile 2012.

Di conseguenza, cosa ormai sistematica e non nuova nel panorama tributario italiano, stante la pubblicazione a ridosso del 30 aprile degli indicatori e tenuto conto dei tempi necessari per l'adeguamento dei software, non è improbabile, ma senza dubbio auspicabile, l'arrivo di una proroga dei termini per i versamenti, mediante un decreto del Presidente del consiglio dei ministri, con spostamento di almeno 20 giorni dei vecchi termini, facendo slittare gli ulteriori 30 giorni per i versamenti assoggettati (per scelta del contribuente) alla maggiorazione dello 0,40%; sul punto, altro auspicio, sì alla proroga generalizzata, ma si eviti quella limitata ai soli soggetti agli studi, al fine di evitare un ulteriore ampliamento del già corposo calendario tributario.

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