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Un nuovo alleato per l'albo unico

del 27/04/2012
di: La Redazione
Un nuovo alleato per l'albo unico
L'assemblea dei periti industriali dice sì all'albo unico. E questo, nel frattempo, si dota di un compagno di squadra in più: gli ingegneri iunior del Cup 3, il Coordinamento Universitari e Professionisti triennali. A maggioranza praticamente assoluta, infatti, con soli 5 voti contrari su 83 collegi presenti alla 57 esima assemblea dei periti industriali che si è svolta a Roma lo scorso 21 aprile, la base della categoria ha appoggiato la linea degli attuali vertici che punta alla creazione di una grande casa per il professionista di primo livello nel settore tecnico. A partire da questa votazione i periti industriali, insieme a geometri e periti agrari (che ancora non hanno sciolto definitivamente alcune riserve rispetto alla futura aggregazione) lavoreranno per arrivare nel più breve tempo possibile all'obiettivo. Il punto di partenza è ovviamente tradurre concretamente quell'opportunità offerta dal decreto sulle liberalizzazioni (convertito nella legge n. 27/2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 24 marzo 2012) di fondere in un unico albo figure che svolgono attività affini. E quindi fare in modo (queste del resto sono anche le intenzioni dei rappresentanti dell'ufficio legislativo del ministero della giustizia) che il Dpr di riforma degli ordinamenti da emanare entro il prossimo agosto, possa ragionevolmente includere il principio dell'accorpamento, individuando, poi, lo strumento successivo più idoneo per l'attuazione concreta del principio. Un'aggregazione destinata a diventare la casa per il professionista di primo livello nel settore tecnico. Questa, come ha spiegato lo stesso presidente Jogna nella sua relazione, «sarà guidata dai laureati che, nel giro di alcuni anni, potrà essere la loro esclusiva casa di riferimento. Ma va da sé che questo albo dovrà essere attraente per i laureati che, in caso contrario proseguiranno ad iscriversi nelle “anonime sezioni B”. Questi saranno chiamati “ingegneri tecnici”, un titolo che si differenzia da quello di “ingegnere” e che soprattutto si rifà alla denominazione attualmente in uso nei paesi europei, mentre periti e geometri non laureati manterranno, al contrario di quello che alcuni pensano, il titolo e le competenze attuali. Il nome dell'albo, invece, sarà dei tecnici dell'ingegneria evidenziando in questo modo che al suo interno ci sono tecnici e ingegneri tecnici». Del resto è stato lo stesso rappresentante del Cup 3 Vincenzo Boccassini nel corso dell'assemblea dei periti industriali a dichiarare, ormai senza esitazione rispetto al passato, che «questo nuovo contenitore per il professionista di primo livello darà all'ingegnere triennale un'immagine diversa e restituirà la giusta dignità ad un professionista che fino ad ora ha avuto difficoltà ad emergere». Un problema di sostanza ma anche di forma giacché il termine «ingegnere tecnico» come si chiamerà il futuro professionista, «sarà più facile da comprendere, invece, di quell'antipatico “iunior” che talvolta prevale addirittura sul titolo ingegnere». Insomma come ha chiuso Jogna nella sua relazione assembleare «dopo più di ottanta anni i periti industriali sono disposti a metter da parte la propria storia per lavorare ad una nuova stagione moderna e coerente con i principi comunitari. Consapevoli della necessità di partecipare al cambiamento piuttosto che essere spazzati via da un mercato che da anni tenta di trasformare i servizi professionali in un servizio soggetto alle sole e uniche regole del mercato».
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