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Prima casa, benefici ampi

del 27/04/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Prima casa, benefici ampi
Imposte ipotecaria e catastale in misura fissa anche se l'attestazione dei requisiti «prima casa» è rilasciata dall'erede.

Così l'Agenzia delle entrate che, con la risoluzione n. 40/E di ieri è intervenuta sull'applicazione dell'agevolazione «prima casa» nei trasferimenti immobiliari a titolo gratuito (successioni e/o donazioni).

Nel quesito posto, l'istante evidenzia che nel corso del 2010 ha perso entrambi i genitori e che, di conseguenza e in qualità di erede, si trova a dover presentare due dichiarazioni di successione.

Stante il fatto che il padre è deceduto per primo, si pone il problema se, nella prima dichiarazione che lo stesso erede compila in nome e per conto della madre, può invocare l'applicazione delle agevolazioni, di cui al comma 3, dell'art. 69, legge 21/11/2000 n. 342, consistenti nell'applicazione delle imposte ipocatastali in misura fissa (attualmente euro 168).

L'Agenzia delle entrate ricorda che il citato comma 3 dispone, per i trasferimenti della proprietà e la costituzione e il trasferimento dei diritti immobiliari (usufrutto, uso e abitazione) di case di abitazione «non di lusso», derivanti da atti a titolo gratuito come le donazioni e le successioni, l'applicazione in misura fissa delle imposte d'atto (ipotecaria e catastale) «… quando in capo al beneficiario (…) sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione…».

Il comma 4, del medesimo articolo richiede, però, al fine di ottenere l'agevolazione ampiamente indicata che, nella dichiarazione di successione e/o nell'atto di donazione, sia presente la dichiarazione sostitutiva di possesso dei requisiti (circ. 44/E/2001), resa ai sensi degli articoli 46 e 47, dpr n. 445/2000.

Inoltre, chiarisce ulteriormente l'agenzia, in detta dichiarazione sostitutiva deve essere attestata la sussistenza dei requisiti al momento del trasferimento dell'immobile, ai sensi del quinto periodo, del comma 1, dell'art. 1 della Nota II-bis, della Tariffa del dpr n. 131/1986 e che, a presentare detta dichiarazione, è legittimato il soggetto interessato, individuabile nell'erede della donna deceduta.

Sul punto, infatti, le Entrate affermano che l'erede (figlio) con riferimento alla successione del padre «… si pone, rispetto alla madre, quale successivo chiamato all'eredità, ai sensi dell'articolo 479 del codice civile…», acquisendo la legittimazione a presentare la dichiarazione di successione per conto del dante causa (madre), il quale è deceduto senza eseguire alcun adempimento, compresa la denuncia per conto del coniuge (risoluzione n. 280967/1984).

Pertanto, l'Agenzia delle entrate si allinea alla soluzione prospettata dal contribuente condizionando però l'assegnazione delle agevolazioni alla presentazione della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà dell'erede.

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