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Accertamenti esecutivi superstar

del 27/04/2012
di: di Valerio Stroppa
Accertamenti esecutivi superstar
Gli accertamenti esecutivi abbracciano anche il contenzioso. In caso di decadenza dalla rateazione di somme dovute a titolo di conciliazione giudiziale o qualora l'atto impugnato sia divenuto definitivo, gli atti di recupero emessi dall'Agenzia delle entrate potranno innescare la riscossione coattiva senza passare attraverso la cartella. È una delle novità introdotte in fase di conversione del dl n. 16/2012, che ha aggiunto due ulteriori fattispecie alle tipologie di atti «impoesattivi» previsti dall'articolo 29 del dl n. 78/2010.

Conciliazione. A partire dal 1° ottobre 2011, per l'annualità in corso al 31 dicembre 2007 e per quelle successive, le rettifiche operate dalle Entrate riguardanti Irpef, Ires, Irap e Iva devono contenere l'intimazione ad adempiere al pagamento entro 60 giorni, pena la definitività dell'atto e l'avvio del meccanismo di riscossione. Il citato articolo 29 ha disposto però che tale intimazione debba essere contenuta anche negli atti successivi da notificare al contribuente in caso di decadenza dal pagamento rateale delle somme definite in adesione oppure per l'iscrizione parziale in pendenza di ricorso. Con la modifica in esame, è stata quindi aggiunta l'ipotesi contemplata dall'articolo 48, comma 3-bis del dlgs n. 546/1992: se in primo grado si perfeziona la conciliazione, infatti, il contribuente può versare il dovuto in un'unica soluzione o a rate (fino a un massimo di 12 se l'importo supera i 50 mila euro). Ora si prevede che, in caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di versamento della rata successiva, l'Agenzia provvederà al recupero attraverso un atto direttamente esecutivo, senza più la necessità di iscrivere a ruolo le somme residue dovute e le relative sanzioni.

Accertamenti definitivi. Con la conversione del decreto sulle semplificazioni tributarie è stato anche previsto che tra gli atti impoesattivi rientrano quelli per il recupero di somme dovute a seguito di accertamenti impugnati, divenuti definitivi (per esempio laddove il contribuente perdente in Ctp non presenti appello oppure in caso di soccombenza parziale e rideterminazione della pretesa). La novità, quindi, interessa la notifica con la quale il Fisco comunica la definitività dell'atto di accertamento impugnato e la nuova misura del quantum.

Risorse Ue. Ma la disciplina degli accertamenti esecutivi viene estesa pure all'ambito doganale. Una modifica al dl n. 16/2012 varata in prima lettura al senato punta infatti a velocizzare e rendere più efficace la riscossione delle risorse proprie tradizionali dell'Ue e della connessa Iva all'importazione. Materia sulla quale l'Italia è stata in più di un'occasione oggetto delle critiche di Bruxelles, proprio a causa delle lungaggini dovute a procedura giudicata troppo macchinosa. È stato quindi previsto che gli avvisi di accertamento emessi dalle Dogane ai fini della riscossione delle risorse proprie tradizionali (dazi doganali, diritti agricoli ecc.) e della connessa Iva all'importazione diventano esecutivi decorsi dieci giorni dalla notifica. Scaduto tale termine, entrerà in azione Equitalia.

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