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Il padre non certo non deve mantenere i figli nati prima delle nozze

del 27/04/2012
di: Debora Alberici
Il padre non certo non deve mantenere i figli nati prima delle nozze
Non mantenere il figlio nato prima del matrimonio è reato solo se la paternità è certa. Il reato di mancata corresponsione dei mezzi di sussistenza in favore del figlio naturale nato prima del matrimonio, infatti, scatta solo nel caso in cui la paternità sia dimostrata, essendo insufficiente la sola testimonianza della madre. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza n. 15952 del 26/4/12, ha annullato con rinvio la condanna inflitta a un 46enne che non aveva contribuito al mantenimento del figlio.

La donna aveva testimoniato circa il riconoscimento del bambino da parte del padre naturale. Questo era sembrato sufficiente al Tribunale e alla Corte d'appello a far scattare la responsabilità penale a carico dell'uomo che, di fatto, non si era mai occupato del bambino. La sesta sezione penale ha ribaltato il verdetto: ad avviso del Collegio di legittimità, nell'ipotesi di minore nato in costanza di un matrimonio, «l'obbligazione in capo al padre ex art. 570 del codice penale di non far mancare i mezzi di sussistenza al bambino sussiste in funzione della presunzione di paternità stabilita dal codice civile e si protrae fino all'esperimento con successo del disconoscimento della paternità, operativo peraltro ex nunc e non ex tunc». Ma non è tutto. Al contrario, nell'ipotesi del minore non nato in costanza di matrimonio, la menzionata obbligazione in capo al padre naturale presuppone la prova della filiazione, da acquisirsi mediante l'atto di riconoscimento formale o altro modo consentito, non esclusa l'applicazione della pregiudiziale di stato ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 cpp. La vicenda riguarda una coppia che aveva avuto il primo figlio prima di formalizzare le nozze. Poi un secondo è nato all'interno del matrimonio. I due si erano separati e lui non aveva mai versato alla moglie il mantenimento. Con particolare riguardo al primogenito l'uomo era stato condannato da Tribunale e Corte d'appello ma si era sempre difeso sostenendo che la paternità era stata dichiarata solo dalla ex e come tale non era certa. Una tesi che non ha convinto i giudici di merito che avevano deciso per la condanna ma che ha convinto la Cassazione che ha annullato con rinvio per un nuovo giudizio alla Corte d'appello di Firenze.

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