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Appalti e tariffe hanno bisogno di una bussola

del 26/04/2012
di: La Redazione
Appalti e tariffe hanno bisogno di una bussola
Laddove non arriva la politica, cercano di arrivare i professionisti. È il caso di ingegneri e architetti che scendono in campo su una delle materie più spinose al momento frutto delle liberalizzazioni: l'abolizione delle tariffe professionali e l'assenza ancora dei parametri ministeriali (il termine previsto per l'emanazione del dm è il 24/07/12) da applicare in caso di liquidazione dei compensi. L'eliminazione delle tariffe, infatti, sia nel privato, (nel rapporto cioè, tra professionista e cliente), ma soprattutto nel pubblico nelle gare d'appalto per i servizi di ingegneria e di architettura, sta creando non pochi problemi, mettendo nell'angolo le stazioni appaltanti prive di qualsiasi riferimento per misurare il valore delle gare. Ecco perché l'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici (Avcp) su iniziativa delle stesse professioni tecniche ha aperto un tavolo (la prossima riunione è prevista per il 7 maggio) per trovare una proposta condivisa. Le soluzioni portate dagli ordini di categoria che saranno esaminate con i tecnici dell'Avcp sono essenzialmente due: il Consiglio nazionale degli ingegneri fornisce un'interpretazione della norma che ne esclude l'applicabilità al settore degli appalti, quello degli architetti (Cnappc), invece, vorrebbe la determinazione di nuovi parametri specifici per le gare d'appalto, magari sulla scia del lavoro che il ministero sta svolgendo per quelli relativi alle liquidazioni giudiziali. Nel frattempo, comunque, il Cnappc ha inviato a tutti gli iscritti una circolare per precisare che per ora «l'importo a base di gara potrà essere motivamente determinato sulla base dei corrispettivi ricavati dalle tabelle del d.m. 4 aprile 2001 comunque tenendo conto quanto previsto dall'art 2233 del codice civile» che dice il compenso deve essere adeguato all'importanza dell'opera e al decoro della professione. Ma non solo perché il Cnappc è sceso in campo anche in tema di contratti «tra l'architetto e il cliente». In una nota inviata a tutti i consigli provinciali, infatti, si precisa che in questi casi il compenso deve essere pattuito sulla base a «complessità dell'incarico, della previsione dei costi fino alla conclusione dell'incarico e degli estremi della polizza di Rc professionale con relativi massimali».
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