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Si va dal prefetto se la banca tace

del 26/04/2012
di: di Giovanni Galli
Si va dal prefetto se la banca tace
Le imprese potranno rivolgersi al prefetto «per segnalare problemi di mancata erogazione del credito senza adeguata giustificazione» da parte delle banche. Il prefetto invierà alla banca un invito a «fornire una risposta argomentata sulla meritevolezza», o meno, dell'erogazione. E, a quel punto, se la banca non lo farà interverrà l'arbitro bancario-finanziario, vale a dire l'organismo previsto dal Testo unico bancario al quale le banche e gli altri intermediari finanziari sono obbligati ad aderire e che provvede alla risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela. L'arbitro dovrà dirimere la questione «non oltre 30 giorni dalla segnalazione» da parte del prefetto. Lo prevede un emendamento presentato dal Pdl e approvato in commissione industria al senato al decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (si tratta del dl correttivo dei decreti liberalizzazioni e consolidamento conti pubblici). «In un periodo di crisi nel quale la difficoltà nell'accesso al credito rappresenta uno dei fattori di maggiore sofferenza per le imprese (si legge in una nota congiunta di Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario al senato) grazie all'iniziativa del Pdl al senato, gli operatori economici avranno a disposizione uno strumento in più per superare eventuali dinieghi immotivati da parte degli istituti bancari». «L'approvazione in commissione industria di un emendamento dei relatori Vicari e Bubbico al decreto sulle commissioni bancarie, positiva rielaborazione di una proposta dei colleghi Bevilacqua e Castro», prosegue la nota, «che consente di rivolgersi al prefetto del territorio interessato per segnalare problemi di mancata erogazione del credito senza adeguata giustificazione, affinché il prefetto chieda spiegazioni ed eventualmente interessi l'arbitro bancario finanziario, è un atto significativo che può incoraggiare un più proficuo rapporto tra mondo produttivo e sistema creditizio. Il Pdl», concludono Gasparri e Quagliariello, «conferma con questa iniziativa il proprio impegno concreto a sostegno di chi in questa fase difficile non rinuncia a intraprendere e a dare linfa all'economia e speranza al Paese». Va ricordato che nel novembre 2008, in un periodo difficile della congiuntura economica, il ministro dell'economia Giulio Tremonti aveva attivato osservatori con l'obiettivo di agevolare il credito a famiglie e imprese attraverso tavoli di confronto coordinati dal prefetto. Il monitoraggio si è chiuso nel 2010 con la previsione di una relazione conclusiva sull'attività svolta.

Tra le altre novità approvate al dl 29, che il 2 maggio approderà nell'aula di palazzo Madama (si veda ItaliaOggi di ieri), c'è quella secondo cui se il conto corrente va in «rosso» per una somma non superiore ai 500 euro, e per non più di sette giorni consecutivi a trimestre, non si dovranno pagare commissioni bancarie. A prevederlo un emendamento sempre proposto dai relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd). Un'agevolazione, hanno precisato i senatori, che riguarderà esclusivamente le famiglie; la riformulazione cancella così la previsione che sconfinamenti di cifre superiori ai 500 euro in assenza di affidamento, ossia oltre il limite del fido, si traducano nell'addebito del versamento di una penale. Inoltre, l'osservatorio sul credito, previsto in origine soltanto a beneficio delle pmi, sarà esteso a consumatori e nuclei familiari, e sarà un organismo, si legge, che analizzerà «tassi, commissioni e altre condizioni accessorie, articolando l'informazione a livello settoriale, geografico e dimensionale»; ne faranno parte rappresentanti dei consumatori, delle imprese e delle finanziarie regionali, oltre naturalmente ai membri di Abi, Banca d'Italia e ministero del tesoro e dello sviluppo economico.

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