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Tris di agevolazioni sulla prima casa

del 24/04/2012
di: Maurizio Bonazzi I comuni possono inviare le segnalazioni sulle incongruenze dei dati sul gettito I
Tris di agevolazioni sulla prima casa
Aliquota ridotta (tra il 2 e il 6 per mille), detrazione (di 200 euro maggiorata di altri 50 euro per ogni figlio «under 26»), pagamento facoltativo in tre rate (18/6, 17/9 e 17/12). Sono queste le agevolazioni Imu concesse per l'abitazione principale. Benefit che troveranno automatica estensione anche al fabbricato del coniuge assegnatario e, in caso di assimilazione da parte del comune, anche alle case di anziani e di disabili lungodegenti e agli alloggi dei cittadini italiani residenti all'estero. Gli sbarramenti antielusivi voluti dalla commissione finanze della camera, unitamente alla possibilità riconosciuta ai comuni di modificare fino al 30 settembre le decisioni già adottate, pongono però diversi problemi applicativi.

Definizione. Con l'assetto definitivo dell'art. 13, comma 2, del dl 201/2011, per «abitazione principale» si intenderà l'unica unità immobiliare nel quale il contribuente e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Con l'ulteriore precisazione che «nel caso in cui i componenti del nucleo abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale si applicano per un solo immobile».

Si tratta di una formulazione destinata a fornire più complicazioni di quelle che aveva creato per l'Ici l'art. 8 del dlgs 504/1992. Innanzitutto, a differenza di quanto avviene in tema di assegni familiari e di Isee, la novella non fornisce alcuna definizione del «nucleo familiare». Di talché potrebbe sorgere il dubbio sulla corretta applicazione della norma nel caso in cui, ad esempio, il figlio maggiorenne trasferisca dimora e residenza dalla casa in cui viveva con i genitori (proprietari) a quella da lui acquistata nello stesso comune.

Per converso, posto che la disposizione limita l'agevolazione in ipotesi di «immobili diversi situati nel territorio comunale» si potrebbe addirittura giungere alla conclusione che se uno dei coniugi (non separato) si trasferisce in un immobile di sua proprietà, però sito in un altro comune, avrebbe diritto al trattamento di favore senza farlo perdere all'altro coniuge.

A questo punto solo gli attesi chiarimenti del Mef potranno, forse, dissipare le perplessità sollevate dall'infelice formulazione della norma.

Le assimilazioni. Ai comuni verrà riservata la possibilità di assimilare all'abitazione principale le case di anziani e di disabili permanentemente ricoverati e/o quelle dei cittadini italiani residenti all'estero (purché non locate). Ne consegue che se il regolamento comunale disporrà in tal senso, per tali fabbricati si applicheranno tutte le regole concernenti l'abitazione principale, ossia: aliquota ridotta, detrazione, rateazione del pagamento e imposta dovuta al solo comune. Nel caso in cui l'assimilazione intervenga antecedentemente alla data del pagamento della prima rata non dovrebbero esservi ostacoli all'immediata applicazione di tutti i benefici in questione. Qualche dubbio potrebbe sorgere qualora il comune eliminasse l'assimilazione entro il 30 settembre. Va tuttavia ricordato che in base all'art. 10 della legge n. 212/2000 al contribuente che si è attenuto alle indicazioni dell'ente impositore non potrebbero essere richiesti interessi né applicate sanzioni.

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