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I soldi non si sequestrano

del 24/04/2012
di: di Debora Alberici
I soldi non si sequestrano
Illegittimo il sequestro probatorio del denaro dell'imprenditore indagato per dichiarazione fraudolenta e false fatture. Si tratta di beni fungibili che possono essere considerati corpo del reato solo se sono stati acquisiti direttamente con l'attività criminale. Ad annullare la misura sui contanti rinvenuti presso lo studio dell'imprenditore è stata la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 15513 del 23 aprile 2012, ha accolto il ricorso di un contribuente indagato per frode fiscale e emissione di fatture false. In particolare all'atto dell'ispezione la Guardia di Finanza aveva sequestrato assegni circolari e contanti. Lui aveva impugnato la convalida della misura di fronte al Gip del Tribunale di Napoli ma senza successo. Quindi il ricorso alla Suprema corte nel quale veniva contestata, fra l'altro, l'adozione di una misura su beni assolutamente fungibili e che non potevano essere considerati corpo del reato. Con questa tesi la difesa è riuscita a smontare l'intero impianto accusatorio. In particolare la terza sezione penale ha motivato che «una somma di denaro può essere considerata corpo del reato ai sensi dell'articolo 253 del codice penale, solo ove sia proprio quella acquisita attraverso l'attività criminosa». «Più specificamente si è ritenuto che le provviste di denaro esistenti su conti correnti non costituiscono corpo di reato ai sensi dell'art. 253 cod. proc. pen., in relazione agli illeciti fiscali ipotizzati (nella specie omessa annotazione di corrispettivi ai fini Iva ed emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti), sicché il sequestro di esse è illegittimo». Sul fronte prova, poi, i giudici con l'Ermellino hanno inoltre ricordato che una somma di denaro, anche se qualificata come corpo del reato può essere sottoposta a sequestro probatorio «in quanto la prova del reato ne discende dalla cosa sequestrata» ma dagli atti di indagine circa il suo rinvenimento. Infatti, la provenienza illecita del denaro non ha alcuna valenza dimostrativa dell'attività criminale.

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