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Zero carte per pochi

del 24/04/2012
di: di Antonio G. Paladino
Zero carte per pochi
Fino al prossimo 1° gennaio 2013 ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, le amministrazioni potranno ancora chiedere la produzione di certificati regolati dalle disposizioni previste dal Testo unico sull'immigrazione. In materia di procedimento relativo alla cittadinanza, invece, sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati, valgono le nuove regole previste dall'articolo 15 della legge n.183/2011. Con la conseguenza che, in tali atti, deve essere apposta la dicitura «non producibile agli organi della p.a. o a privati gestori di pubblici servizi». È quanto si evince dalla lettura della circolare n.3/2012, emanata ieri congiuntamente dal ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi e dal ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in relazione ad alcuni aspetti relativi alle novità in materia di certificazione ex legge n.183/2011, con particolare riguardo al permesso di soggiorno e alla cittadinanza.

La precisazione fondamentale contenuta nella circolare in esame è che, sino al 1° gennaio 2013, la materia della certificazione relativa alla disciplina dell'immigrazione e della condizione dello straniero, resta esclusa dal campo di applicazione del Testo unico sulla documentazione amministrativa. Infatti, l'articolo 15, comma 1 della citata legge n.183 non è intervenuto espressamente in tale materia. Quindi, ai cittadini regolarmente soggiornanti in Italia, le pubbliche amministrazioni possono ancora chiedere la produzione di certificati e sui documenti da produrre a soggetti privati, deve essere inserita la dicitura «certificato rilasciato per i procedimenti disciplinati dalle norme sull'immigrazione».

Questo fino al prossimo 31 dicembre. Infatti, la legge di conversione del dl n.5/2012 ha soppresso la «specialità» delle norme sull'immigrazione a far data dal 2013, con la conseguenza che, da tale data, anche tali documenti saranno soggetti alle semplificazioni oggi previste in materia di documentazione amministrativa.

In merito al procedimento sulla cittadinanza, poi, il documento di Palazzo Vidoni, rileva che lo stesso non è «speciale» rispetto alla disciplina sulla semplificazione amministrativa ex dpr n.445/2000. Da ciò ne consegue che a tale procedimento si applicano le disposizioni in materia di autocertificazione e, in particolare, sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati deve essere apposta, a pena di nullità, la dicitura ex art.40, comma 2 del citato dpr, ovvero che «il presente certificato non può essere prodotto agli organi della p.a. o ai privati gestori di pubblici servizi».

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