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Holding, fisco soft

del 21/04/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Holding, fisco soft
Minusvalenze realizzate sul conferimento delle quote nella holding di famiglia deducibili, ma in presenza di un'operazione di natura realizzativa e se determinate tenendo conto del criterio del “valore normale”.

L'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 38/E di ieri, è intervenuta sulla disciplina tributaria del cosiddetto “regime a realizzo controllato”, di cui al comma 2, dell'art. 177, dpr n. 917/1986.

Nell'istanza di interpello, la società istante ha fatto presente di essere una società per azioni, esercente l'attività di produzione di beni alimentari, con un capitale già frazionato e, soprattutto, detenuto da soci in età avanzata; tale situazione spinge i soci a costituire una holding, nella quale gli stessi vorrebbero conferire tutte le quote possedute in ambito di persona fisica, ricevendo in cambio le quote del nuovo soggetto giuridico.

Per quanto concerne la disciplina tributaria, l'istante evidenzia l'ulteriore volontà di utilizzare le disposizioni contenute nel citato comma 2, art. 177 del Tuir, precisando che, nella fattispecie in commento, il valore di conferimento “convenzionalmente stabilito tra le parti” non tiene conto del valore effettivo delle partecipazioni oggetto del conferimento (superiore al costo fiscalmente riconosciuto), risultando giustificato anche dalla natura agevolativa delle disposizioni contenute nel citato comma 2.

Per l'Agenzia delle entrate, le disposizioni richiamate dall'istante non prevedono un regime di neutralità fiscale, ma esclusivamente un criterio di valutazione delle partecipazioni ricevute e, soprattutto, non fanno alcun riferimento alle minusvalenze.

Di conseguenza, non si può che far riferimento al principio generale, di cui all'art. 9 del medesimo Tuir, per il quale solo in presenza di un corrispettivo determinato con il criterio del “valore normale”, le minusvalenze sono da ritenere realizzate e fiscalmente riconosciute.

Nel caso specifico l'istante ritiene che, nonostante il valore determinato in via convenzionale, si concretizzi un'operazione realizzativa che permette l'emersione di una minusvalenza deducibile fiscalmente e che l'operazione debba essere così impostata, anche al fine di mantenere le stesse percentuali di partecipazione, detenute anteriormente all'operazione straordinaria.

Sul punto, l'Agenzia delle entrate ritiene che l'operazione proposta dovrebbe essere perfezionata in modo da garantire la neutralità fiscale, senza emersione di plusvalenze imponibili, evitando l'emersione di minusvalenze di dubbia natura e tenendo conto “dei differenti valori fiscali delle partecipazioni detenute dai singoli soci”.

Per eseguire l'operazione nei termini appena indicati, per l'agenzia è sufficiente che la società conferitaria proceda nell'effettuazione di aumenti di capitale nominale, con l'iscrizione di una riserva di sovrapprezzo azioni di ammontare diverso per ogni socio partecipante all'operazione di conferimento.

Infatti, se la società conferitaria aumenta il proprio patrimonio netto con riferimento a ogni singolo conferimento, per un valore pari a quello fiscalmente riconosciuto della partecipazione oggetto del conferimento, si realizza una neutralità fiscale “indotta” per ciascun soggetto partecipante, raggiungendo l'ulteriore obiettivo di mantenere le medesime percentuali di partecipazione che i soci detenevano nella società oggetto dello scambio di partecipazioni.

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