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Basta con 60 scadenze

del 20/04/2012
di: di Michele Saggese Adc Napoli
Basta con 60 scadenze
Qual è il ruolo del commercialista? Quali sono le sue prerogative e le sue competenze? In questi ultimi mesi il dibattito si è ulteriormente infervorato e animato. Da più parti si è sollevato il tema della effettiva funzione di questi professionisti. Stavolta si vuole cogliere l'occasione per fissare alcune osservazioni. Di certo non si vuole mettere un punto definitivo alla discussione, ma una cosa appare inconfutabile: il commercialista è un ausiliare indispensabile ed irrinunciabile per la Pubblica Amministrazione, di fatto, nella quotidianità della sua professione, entra a pieno titolo lo svolgimento di una vera e propria funzione pubblica. Di cosa si parla? Degli oltre sessanta adempimenti telematici a cui siamo chiamati durante l'anno. Più di sessanta adempimenti rappresentano cinque scadenze al mese di media, più di una a settimana. Tutto l'anno, compresi Natale, Pasqua e Ferragosto. In sostanza si tratta delle tredici scadenze (una al mese, oltre quella dell'acconto Iva) per l'invio telematico degli F24 pagati dagli imprenditori, delle dodici scadenze mensili per l'invio dei modelli Intrastat, delle dodici scadenze mensili relative al modello “black list”, delle dodici scadenze mensili relative alle dichiarazioni d'intento, oltre che dei due modelli del cosiddetto 'spesometro', dei tre invii relativi alle dichiarazioni dei redditi, dell'invio del modello 770, della comunicazione annuale dei dati Iva o dell'invio della dichiarazione Iva, e infine di tutte le variazioni relative ai dati Iva, di tutte le registrazioni relative alle locazioni, delle cessioni di quote e dell'invio telematico dei bilanci societari. Quest'anno poi si sono aggiunti gli invii telematici della domanda per la definizione agevolata delle liti fiscali pendenti entro il 2 aprile e della comunicazione relativa ai beni assegnati ai soci in godimento per il 2011, entro il 15 ottobre.

Valga un esempio per tutti. Durante le sacrosante vacanze estive che tutti i cittadini italiani hanno il diritto di godersi, il commercialista è costretto a inviare telematicamente entro il 31 luglio il modello 770 ordinario e semplificato dei propri clienti, poi il sedici di agosto arrivano puntuali gli invii mensili dei Modelli F24, dei modelli di dichiarazione d'intento relativi a luglio. Poi, magari, vorrebbe riposarsi un po'. Invece niente. Il 'povero' commercialista sarà costretto a lavorare ancora perché il 25 agosto scade l'invio telematico del modello Intrastat, relativo a luglio, e il 31 agosto il modello “Black list” sempre relativo a luglio. Si dirà: «ma almeno a Natale riposa!». Purtroppo per noi ancora no! Il 25 dicembre (sì, avete letto bene! Natale!) scade il termine per l'invio telematico per il modello Intrastat relativo a novembre.Qualcuno obietterà che i commercialisti però vengono pagati profumatamente per svolgere questo servizio nei confronti dell'amministrazione pubblica.Pertanto ciascun commercialista, nello svolgimento della sua professione, deve attrezzarsi per svolgere un servizio in favore della Pa che, di fatto, non gli viene né retribuito né, tanto meno, riconosciuto.

Ma il grido di allarme non viene perché si chiede un diverso trattamento economico per il commercialista. Meno che mai in questi tempi di grave crisi i commercialisti intendono porre in risalto questioni economiche. Sebbene occorre ricordare che anche noi stiamo subendo duramente gli effetti di questa crisi economica devastante, e cominciano a chiudere anche gli studi professionali. Quello che si vuole offrire, nel consueto spirito di collaborazione con la Pa e con il legislatore, è un contributo di idee. Possibile che non si riesca a riordinare questo “mare magnum” di scadenze? Ed in questo clima di semplificazioni diffuse, proposte dal nostro governo, non si può provare a semplificare anche tutte queste comunicazioni plurime a cui sono costretti i commercialisti e le imprese? Si potrebbe per esempio raggruppare l'invio telematico mensile dell'Intrastat, delle black list e delle dichiarazioni d'intento in un'unica comunicazione per evitare inutili duplicazioni. Altresì dovrebbe essere semplice, e di nessun danno per le casse dello Stato, evitare le date in prossimità delle festività e dei periodi feriali. Ad esempio, rifacendoci al mese di agosto, si potrebbero raggruppare tutte le scadenze del mese in un'unica scadenza da far slittare ai primi di settembre. Questo consentirebbe agli umili servitori dello Stato, chiamati commercialisti, di poter programmare la propria attività professionale, serenamente e con una gestione dei propri tempi decisamente migliore. Apprendiamo, mentre l'articolo sta per essere pubblicato, che è stata disposta la proroga dello “spesometro” al 31 ottobre p.v. esclusivamente per gli intermediari finanziari. Alla luce delle considerazioni svolte si chiede per equità di trattare tutti gli intermediari allo stesso modo!!!

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