Consulenza o Preventivo Gratuito

Confisca dei crediti legittima

del 20/04/2012
di: di Debora Alberici
Confisca dei crediti legittima
Nell'ambito di un'inchiesta per frode carosello è legittima la confisca dei crediti vantati dalla società indagata nei confronti dell'altra. In altri termini la misura ablativa può colpire tutti i beni nella disponibilità dell'imprenditore. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 15186 del 19 aprile 2012.

Dunque la terza sezione penale del Palazzaccio ha confermato il sequestro per equivalente per un ammontare di oltre 150 milioni di euro. In realtà all'impresa erano stati confiscati dei crediti vantati nei confronti di altra società indirettamente coinvolta nella frode.

Per la Cassazione la misura è pienamente legittima al di là del fatto che le somme fermate non erano ancora nella disponibilità dell'imprenditore. Ciò in applicazione del principio generale per cui «per quanto attiene alla materia dei reati tributari, è stata confermata da tempo la piena legittimità del sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, delle somme di denaro che avrebbero dovuto essere impiegate nel pagamento dei tributi dovuti, in quanto la confisca di somme di denaro, beni o valori è consentita anche in relazione al profitto del reato». Infatti, il sequestro preventivo può essere disposto non soltanto per il prezzo, ma anche per il profitto del reato, «sulla base di una corretta interpretazione del richiamo all'art. 322-ter c.p. contenuta nell'art. 1, comma 143 della legge finanziaria 2008». Tra l'altro l'ampiezza dei beni che possono essere aggrediti in caso di sequestro finalizzato alla confisca per equivalente è stata sottolineata in giurisprudenza, che ha ritenuto possibile oggetto del sequestro tutti i beni rientranti nella disponibilità dell'indagato, «compresi i crediti e che il giudice nel disporre il sequestro non ha l'obbligo di individuare i singoli beni». Ma non basta. Gli «Ermellini» fanno un passo ulteriore sancendo che nell'esecuzione del vincolo non è necessario dare conto delle attività volte alla ricerca dei beni. In questo caso specifico nulla di strano nel decreto iniziale che prevedeva il sequestro di beni nella disponibilità di numerosi soggetti indagati nel procedimento, immobili, saldi attivi e passivi, provviste, compendi e valori in qualsiasi forma detenuti di tutti i rapporti bancari, finanziari o fiduciari a loro riconducibili.

vota