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La ricongiunzione si paga. Punto

del 19/04/2012
di: di Daniele Cirioli
La ricongiunzione si paga. Punto
Al pagamento della ricongiunzione non si sfugge. Dal 1° luglio 2010, infatti, il trasferimento dei contributi all'Inps non può che avvenire a titolo oneroso a prescindere dalla gestione di provenienza e dalla natura dell'attività lavorativa (subordinata o autonoma). Unica alternativa (all'onerosità) resta la totalizzazione che consente ugualmente di unificare i contributi seppure esclusivamente in regime contributivo. A precisarlo è il ministero del lavoro, nella nota protocollo n. 5372/2012, che esclude ogni possibilità di ripristino della precedente disciplina della ricongiunzione gratuita per i lavoratori dipendenti, per mancanza di risorse finanziarie.

La ricongiunzione sempre a pagamento. La precisazione riguarda una delle principali novità della manovra estiva del 2010, e precisamente la parificazione dei lavoratori dinanzi all'istituto della ricongiunzione contributiva, che consente a chi ha spezzoni assicurativi in diverse gestioni (per esempio in Inpdap e Inps, oppure in Inps come lavoratori dipendenti e come lavoratori autonomi ecc.) di trasferirli presso un'unica gestione al fine di ottenere il diritto a una pensione che, altrimenti, non verrebbe maturato in nessuna delle gestioni interessate. Dal 1° luglio 2010, la legge n. 122/2010 ha sancito l'onerosità della ricongiunzione dei contributi presso il fondo pensione dei lavoratori dipendenti (Fpld) dell'Inps, a prescindere dalla gestione previdenziale e/o dalla natura dell'attività lavorativa relativa ai contributi oggetto di trasferimento. L'imposizione di un onere di ricongiunzione, spiega il ministero, risponde a criteri di equità tra le diverse categoria di lavoratori assicurati. Praticamente la novità ha colpito esclusivamente i lavoratori dipendenti, che prima erano favoriti dall'agevolazione della gratuità della ricongiunzione; mentre è sempre stata onerosa per le gestioni «speciali» e per quelle «alternative e speciali» (per esempio già prima del 1° luglio 2010 era a pagamento la ricongiunzione dei contributi di artigiani e commercianti). Il diverso trattamento era giustificato dalla diversa misura delle aliquote contributive versate (più alte quelle dei dipendenti, più basse quelle degli autonomi) nonché dalle regole di calcolo delle pensioni, unico per tutti, ossia il sistema retributivo in base al quale, a prescindere dall'entità dei contributi versati (più alti o più bassi), determina l'importo della pensione come quota dell'ultima retribuzione/reddito.

L'alternativa della totalizzazione. In alternativa alla ricongiunzione, spiega inoltre il ministero, resta la possibilità di usufruire della totalizzazione che, a titolo gratuito, consente l'unificazione dei periodi assicurativi e l'erogazione di un'unica pensione che rappresenta la somma di tante pensioni di competenza, di ciascun istituto di previdenza coinvolto nella totalizzazione, correlate alla contribuzione versata (in tal caso, cioè, si applica esclusivamente il sistema contributivo di calcolo delle pensioni che ne determina l'importo in misura proporzionale ai contributi versati). Peraltro, aggiunge il ministero, al fine di estenderne l'ambito applicativo, il dl n. 201/2011 convertito dalla legge n. 214/2011 ha concesso la totalizzazione a ogni periodo di anzianità contributiva, eliminando il precedente vincolo minimo di tre anni.

Marcia indietro esclusa. Quanto alla possibilità di ripristino della precedente disciplina (cioè la gratuità della ricongiunzione ai dipendenti), infine, il ministero spiega di aver provveduto, attraverso l'istituzione di un apposito tavolo tecnico, ad analizzare i possibili interventi; e che, dall'esame effettuato, è emersa la necessità di reperire idonei mezzi di copertura finanziaria. Per il ministero, insomma, appare quanto mai complesso, allo stato attuale del processo di contenimento della spesa previdenziale, individuare una soluzione che consenta di coniugare la gratuità della ricongiunzione con il rispetto dei vincoli di finanza pubblica, nonché di equità intercategoriale.

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