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Monti non fa sconti. Ai vecchietti

del 19/04/2012
di: Pagina a cura di Francesco Cerisano e Cristina Bartelli
Monti non fa sconti. Ai vecchietti
Gli anziani negli istituti di cura e i disabili ricoverati in strutture sanitarie, se proprietari di casa, rischiano di dover pagare l'Imu con l'aliquota più alta. È questo l'effetto pratico di un emendamento al decreto fiscale approvato ieri dalla commissione finanze della camera per rispondere alle osservazioni della commissione bilancio. In un dossier di dieci punti la quinta commissione di Montecitorio, pur esprimendo parere favorevole sul testo, lo ha condizionato a una serie di rilievi. Dalla destinazione dei proventi dell'asta pubblica per l'assegnazione delle frequenze tv, alle nuove norme per il pignoramento degli stipendi, dal pagamento dell'Imu per le coppie separate o divorziate ai tagli lineari previsti per finanziare gli alleggerimenti della disciplina Imu introdotti in commissione. Così il dibattito in aula sul dl si è chiuso in anticipo e il testo è dovuto tornare in commissione finanze per gli ultimi (e a questo punto si spera definitivi) aggiustamenti.

Tra questi spicca quello sulle agevolazioni Imu a favore degli anziani proprietari di prima casa ma stabilmente residenti in istituti di cura. La loro abitazione pagherà l'aliquota agevolata ma solo se il comune si farà carico del mancato gettito statale, cioè del 50%. L'emendamento presentato ieri dal relatore Gianfranco Conte sopprime infatti l'inciso dell'art.4, comma 5, lettera f) che per questa fattispecie escludeva la riserva di quota a favore dello stato. L'effetto pratico sarà dunque che le casse dell'erario non subiranno le conseguenze delle scelte dei sindaci in materia. E i primi cittadini che vorranno essere clementi nei confronti degli anziani ricoverati dovranno rimetterci di tasca propria. La scelta non sarà facile (soprattutto alla luce dei problemi evidenziati dall'Anci nel corso del direttivo convocato ieri, si veda altro pezzo in pagina) e di certo questa modifica in «zona Cesarini» rischia di vanificare l'effetto pratico dell'agevolazione.

Sempre in materia di Imu, un ulteriore emendamento del relatore specifica la «fictio iuris» che trasforma in soggetti passivi i coniugi assegnatari della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. L'assegnazione a loro favore, chiarisce la modifica, «si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione». La conseguenza è che chi vive nella casa coniugale pagherà l'Imu indipendentemente dal fatto che sia o meno anche titolare di diritti reali sull'immobile.

Pignorabilità a scaglioni per gli stipendi. La pignorabilità degli stipendi da parte dell'agente della riscossione torna all'antico e cioè al testo del decreto uscito da palazzo Madama che prevedeva una pignorabilità pari al 7% per importi superiori compresi tra 2.500 e 5.000 euro. Fino a 2.500 euro la percentuale pignorabile è del 10%. Se le somme dovute superano i 5.000 euro potrà essere pignorato il quinto dello stipendio ai sensi dell'articolo 545, comma 4, cpc.

Soppresso il modello 730 allargato. Dietrofront anche sulla novità che consentiva ai lavoratori impossibilitati a presentare il modello 730 in quanto privi di sostituto d'imposta (per esempio perché hanno perso il lavoro) di rivolgersi ugualmente ai centri di assistenza fiscale (Caf). Gli emendamenti che prevedano questa opportunità sono stati soppressi per effetto delle modifiche imposte dalla commissione bilancio.

Asta sulle frequenze del dtt. I proventi derivanti dall'asta sulle frequenze del digitale terrestre andranno a finanziare lo speciale fondo rotativo per l'innovazione tecnologica.

Coperture. Le minori entrate e le maggiori spese derivanti dalle modifiche al dl fiscale saranno finanziate con i proventi delle nuove tariffe di accesso alle banche dati catastali e con gli introiti derivanti dalle nuove gare per affidare le licenze per la raccolta delle scommesse sportive.

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